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Corsi

Seminari “E… se domani educassi Io!”

Il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, rappresentano le epoche della vita in cui si evidenzia maggiormente il processo della individuazione. Sia lo sviluppo cognitivo che quello affettivo, portano alla formazione di un individuo integrato al suo interno, distinto dall’ambiente che lo circonda e con esso ben armonizzato. È in pratica la nascita e la stabilizzazione del concetto di identità.

Risulta chiaro, in questo contesto, la funzione non solo didattica, ma educativa nel senso più ampio del termine, che il sistema scolastico può svolgere: stimolare una armoniosa integrazione di diverse funzioni (psicologiche, fisiche, sociali) in un organismo in evidente e rapidissimo sviluppo. Non bisogna scordarsi che proprio la scuola, dopo la famiglia, rappresenta, per lungo tempo, l’ambiente in cui il giovane cerca di adattarsi per la soddisfazione dei propri bisogni fondamentali. Da qui la scelta di offrire uno spunto di riflessione, un diverso modo di vivere e di affrontare alcuni problemi che interessano principalmente i ragazzi. Infatti, terminato il percorso dell’istruzione secondaria di primo grado, essi entrano in un contesto istituzionale e psicologico che li fa sentire “più grandi” e capaci di scelte personali, ma maggiormente sottoposti a pressioni e persuasioni, spesso nocive. Ma al di là del “dichiarato”, spesso l’agito dei ragazzi segnala richieste significative di attenzione, di ascolto che risponda senza evasività alle domande profonde della persona.

I seminari “E… se domani educassi Io!”, sono promossi dal “Gruppo di Studio sugli Adolescenti” del Dipartimento di Pediatria “Cesare Cocchi” dell’Ospedale Meyer, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici e si svolgeranno, a partire dal 2 ottobre, presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze e si rivolgono ai docenti e agli alunni delle Scuole Medie Superiori e a quanti sono attivamente coinvolti in attività di supporto o ricerca in questo ambito di interesse. Lo scopo è quello di poter stabilire un confronto costruttivo su tematiche che vedono gli adolescenti quotidianamente coinvolti e di poter collaborare anche nell’ambito dell’attività scolastica.

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