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Fra i compiti di queste strutture, esercitare un’opera di prevenzione nei confronti di “sette pericolose”, fornire informazioni “accurate e obiettive su questi gruppi“ e, attraverso il canale delle scuole, rivolgersi soprattutto ai giovani. L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, prendendo atto dell’ampia diffusione in Italia di gruppi rispondenti alla descrizione del Consiglio d’Europa, nasce nell’intento di creare una struttura nazionale che si adegui alle esortazioni europee. Si calcola che siano circa mille i culti esistenti nel nostro Paese, un censimento molto fluido perché frequenti sono le nascite e le morti di certi gruppi, così come le scissioni, che generano a loro volta nuove diramazioni. Si stima in ogni modo che gli adepti si aggirino intorno ai 2/3 milioni. Una schiera sommersa che percorre in modo trasversale ogni strato della società e che si valuta coinvolga in maniera diretta otto milioni circa di familiari. In Europa si contano oltre 1100 gruppi. Spunto che ha sempre alimentato ampie discussioni, è il discrimine fra il lecito e l’illecito che caratterizza simili strutture. Dove finisce il gruppo e dove inizia la setta? Dove finisce la comunità ed inizia la coercizione mentale, il condizionamento e l’abuso? Un segnale chiarificatore si può trovare nel continuo aumento di posizioni critiche, di racconti di esperienze vissute all’interno di determinati culti e nella difficoltà degli aderenti a lasciare il gruppo senza subire danni alla propria dignità o essere oggetto di atteggiamenti persecutori al limite della legalità. Inoltre, cresce il numero delle famiglie disgregate perché uno dei congiunti è diventato un adepto. Il problema dunque è presente, concreto ed allarmante. L’Osservatorio si propone di definire una mappa precisa del fenomeno. Fattore che permetterà di comprendere quante famiglie sono coinvolte, riscontrando allo stesso tempo quanti manifestano situazioni di sofferenza in questo campo. Per il raggiungimento di questo obiettivo l’O.N.A.P. si avvarrà anche della collaborazione di soggetti che abbiano “militato” all’interno di detti gruppi in modo da evidenziare le peculiarità dell’esperienza individuale. Anche i familiari che hanno un proprio caro all’interno di detti gruppi potranno trovare in questa sede assistenza e sostegno. Riconoscendo, inoltre, la necessità di creare strutture di accoglienza e prevenzione a tutela dei cittadini, che provengano o che subiscano esperienze ritenute abusanti, l’Osservatorio intende realizzare centri di patrocinio adeguati, in un contesto di solidarietà che dia a tutti pari opportunità. Porre l’attenzione sulla qualità della vita della comunità, attraverso il riconoscimento e l’accoglimento della sofferenza, contribuisce ad un miglioramento della stessa. Operando un’attenta ricognizione delle richieste del territorio, da parte di esperti, dà un apporto all’acquisizione di una conoscenza quanto più completa dei processi di costruzione dell’identità, dei luoghi e degli ambiti dove si diventa uomini e donne. Degli ostacoli e dei condizionamenti di questo itinerario da parte dell’intera società. Il disagio è definibile come condizione di difficoltà e di sofferenza, per cui lo sviluppo psicofisico dell’individuo viene ostacolato. Cartina di tornasole del disagio psico-sociale è la difficoltà che sempre più individui e intere famiglie evidenziano a vari livelli. Questa fase di conoscenza offrirà chiavi di lettura non scontate, finalizzate a capire le forme migliori di intervento: difatti, non si può sperare di sconfiggere violenze ed abusi, discriminazioni ed isolamento, senza una riflessione approfondita a cui far seguire tutte le iniziative, amministrative e/o legislative, necessarie per favorire la formazione e lo sviluppo dei servizi e per migliorare la concreta esistenza quotidiana delle persone. O.N.A.P. intende strutturarsi come banca dati, raccogliere gli aspetti quantitativi e qualitativi del disagio, in sinergia con le strutture operanti sul territorio, al fine di individuarne le caratteristiche e la consistenza del fenomeno e quindi di valutare gli effetti della prevenzione e gli interventi da effettuare, fino alla verifica degli esiti. Operando sul territorio nazionale, è in grado di offrire possibilità di confronto con altre realtà italiane. Si propone inoltre, in sintonia con le esortazioni del Consiglio europeo, di mettere a disposizione di altre organizzazioni europee, con finalità analoghe, le proprie banche dati e l’esperienza acquisita nel settore. Le attività dell’Osservatorio sono perciò tese a contribuire ad un arricchimento culturale della società non solo a livello nazionale ma anche in ambito europeo. La pubblicazione annuale dei risultati costituirà la base per ulteriori interventi, sempre più mirati alla soddisfazione dei bisogni emersi. Confidiamo perciò che l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici possa portare un valido contributo a difesa dei diritti dei cittadini, nel rispetto della loro libertà e della loro dignità.
Patrizia Santovecchi |
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