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ESTRATTO
Dalla presentazione del Disegno di Legge
Sull’Istituzione di
una Commissione parlamentare di inchiesta sulle sette
(i dati risalgono al 2000)
Il fenomeno delle sette in Italia ha assunto dimensione ed aspetti tali da non poter essere più ignorato a trascurato.
Dal punto di storico, il proliferare delle sette religiose che caratterizza il tempo della post-modernità si è manifestato in altre nazioni già da molto tempo.
Dal punto di vista sociologico, i nuovi soggetti religiosi si moltiplicano in modo esponenziale come alternativa alla dispersione urbana, all’isolamento, alla massificazione, alla neutralità affettiva, alla confusione di valori storicamente radicati, alla debolezza del pensiero contemporaneo, alla crisi dalla famiglia e, talvolta, delle istituzioni.
Fonti del Ministero dell’Interno indicano in una ottantina i gruppi religiosi, o pseudo tali, sorti recentemente in Italia. Altre fonti, di natura privata, centri studi, ricerche di fonte universitaria descrivono una realtà ben più vasta di gruppi e società di natura esoterica che avrebbe raggiunto nel nostro Paese il numero di
sei-settecento, interessando almeno un milione di cittadini. Sarebbero poi trecentomila i cittadini che possono essere indicati propriamente come adepti. Un numero che appare esiguo, soprattutto se paragonato con il numero delle credenze religiose censite, ma che proprio in questo singolare confronto rivela una delle caratteristiche del fenomeno delle nuove credenze.
La rapida espansione del fenomeno interessa le città più ricche dell’Italia settentrionale (più in Lombardia ed in Emilia, che non in Puglia o in Calabria); trova terreno fertile nella piccola e media borghesia, nelle fasce più tutelate dei lavoratori dipendenti, ma anche tra le casalinghe che hanno il problema di far quadrare i conti della spesa, come nel ceto imprenditoriale, in ambienti di professionisti e tra gli studenti. Gli adepti appartengono a varie classi sociali e a tutte le età: sono giovani donne, anziani, professionisti, intere famiglie, persone colte e meno colte, residenti nelle grandi città come nei piccoli centri.
Un altro dato che emerge in maniera determinante è la grande capacità di proselitismo. Questo mondo caleidoscopico e bizzarro presenta difficoltà di classificazione. Le tipologie sfumano le une nelle altre. Perfino i diversi credo si ibridizzano e tendono a sfumare i nuovi sincretismi.
Non è certo compito dello Stato, che giustamente rispetta le coscienze dei singoli e che non interferisce con la sfera religiosa, sindacare il contenuto dogmatico delle religioni e delle credenze vecchie e nuove.
La libertà religiosa, tuttavia, non può coprire comportamenti collegati a queste organizzazioni quando questi sconfinano in attività illecite, i lucrosi e occulti accumuli di denaro che sfuggono alla fiscalità e che provocano, talvolta, drammi familiari, denuncie alla magistratura dei danni patiti o addirittura la denuncia di minacce ricevute da chi intende recedere da queste appartenenze.
Lo Stato italiano, così come altri, si trova oggi di fronte ad un fenomeno complesso che mescola senza soluzione di continuità gli antichi credo con nuove forme di religiosità e di credenza esoterica.
E mentre è arduo distinguere il lecito dall’illecito, la libertà di fede da tutelare con cura dalle furbesche credenze “fai da te” nate solo per favorire illeciti arricchimenti, quando non per altri inconfessabili scopi criminali, lo Stato si trova privo di criteri certi e di adeguati strumenti valutativi sullo scivoloso piano inclinato che porta alla legittimazione e perfino al riconoscimento pattizio di sempre nuove credenze.
Le sette religiose sorgono o come nuove credenze, o per distacco dalle Chiese tradizionali; si citano ad esempio: i Testimoni di Geova; i Pentecostali; i Mormoni; gli Avventisti del Settimo Giorno; la Chiesa di Dio Universale; i Bambini di Dio (oggi chiamata Famiglia dell’Amore); Chiesa dell’Unificazione del reverendo Moon e quella di Scienza Cristiana, considerata una sorta di sistema di guarigione basato sulla spiritualità.
Su altri presupposti si ispirano sette rigorosamente monoteiste, in genere poco numerose anche per la cerchia estremamente riservata ed il difficile accesso. Tra esse ricordiamo, comunque, il
sufismo, seguace della mistica Sufi; i fedeli della Verità ed i Ferventi di Dio.
Possiamo, infine, ricordare le sette orientali che, anche storicamente, hanno sempre affascinato il mondo occidentale. È sotto gli occhi di tutti l’attuale successo di tendenze come: i movimenti legati a
Krishna, Sai Baba, Rama e Vishnù; Yoga e meditazione presenti in Italia in varie forme ed in varie modalità, presenti anche nelle forme New
Age.
Risulta dunque opportuno e doveroso che anche il Parlamento italiano, come hanno fatto le Assemblee parlamentari di altri Paesi europei quali Francia, Belgio, Germania eccetera, proceda ad una inchiesta volta a prendere coscienza del problema a conoscerlo approfonditamente nei suoi diversi aspetti, specialmente per quelli che finiscono illecitamente, producono danni ai singoli e alla comunità nazionale.
Tutto ciò è di particola rilievo alla luce del disegno di legge sulla libertà religiosa (atto Camera 3947), attualmente all’esame del Parlamento, anche al fine di stabilire elementi di distinzione e criteri conoscitivi e stabilire le condizioni e le modalità di riconoscimento pattizio con lo Stato.
Il disegno di legge che viene presentato fissa all’articolo 1 gli ambiti e le finalità dell’inchiesta; nei successivi articoli determina gli strumenti e le modalità operative.
di Francesco Bosi
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