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Ce n’è di male in queste
storie. Svegliarsi un brutto giorno in crisi personale o
nelle peste economiche e consegnarsi a un mago.
Decidere, un bel giorno, di poter stringere in pugno i
destini di qualche uomo e inventarsi cartomanti,
astrologi, stregoni. E dunque la miriade di ciarlatani
che intasano quotidianamente il video e le pubblicità
dei giornali, la concorrenza e la lotta tra maghi, la
violenza, l’universo delle vittime depresse, delle donne
e degli uomini che vedono più nero di prima, la zizzania
soffiata tra i familiari, le più belle amicizie finite.
Soffrire di magia. Colpire con la magia. Due facce della
stessa medaglia. Un gioco che diventa sempre più
pericoloso, su su fino ai casi di Mamma Ebe e Vanna
Marchi. Un mondo chiuso, senza più gli orpelli, le
candele, il sale, i pentagrammi, i tarocchi, che
d’improvviso rivela ben altre, terribili, abilità. E
quindi gli imperi economici, i patrimoni immobiliari, i
conti bancari, i gioielli, le auto. Di più. Il potere. E
ancora le truffe e i truffati, le intimidazioni e gli
indebitati, le estorsioni e i derubati, i ricatti e i
disperati. Decine di vite di colpo toccate dal male.
Fatto o subito. Fino alla ribellione. |
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