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PROGETTO SALUTE PSICOLOGICA E...
SE DOMANI EDUCASSI IO? Iniziativa dedicata agli studenti delle scuole medie superiori Il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza rappresentano le epoche della vita in cui si evidenzia maggiormente il processo della individuazione. Sia lo sviluppo cognitivo che quello affettivo portano alla formazione di un individuo integrato al suo interno, distinto dall’ambiente che lo circonda e con esso ben armonizzato. È, in pratica, la nascita e la stabilizzazione del concetto di identità. Risulta chiara, in questo contesto, la funzione non solo didattica ma educativa, nel senso più ampio del termine, che il sistema scolastico può svolgere: stimolare una armoniosa integrazione di diverse funzioni (psicologiche, fisiche, sociali) in un organismo in evidente e rapidissimo sviluppo. Non bisogna scordarsi che proprio la scuola, con la famiglia, rappresenta per lungo tempo l’ambiente in cui il giovane cerca di adattarsi per la soddisfazione dei propri bisogni fondamentali. Da qui la scelta di offrire uno spunto di riflessione, un diverso modo di vivere e di affrontare alcuni problemi che interessano principalmente i ragazzi. Infatti, terminato il percorso dell’istruzione secondaria di primo grado, essi entrano in un contesto istituzionale e psicologico che li fa sentire “più grandi” e capaci di scelte personali, ma maggiormente sottoposti a pressioni e persuasioni, spesso occulte. Ma al di là del “dichiarato”, spesso l’agito dei ragazzi segnala richieste significative di attenzione, di ascolto che risponda senza evasività alle domande profonde della persona. Occorre, perciò, stimolare continuamente l’attenzione e la formazione/informazione nell’ambito scolastico per prevenire quelle “disarmonie” che, pur non arrivando a determinare una vera e propria malattia, possono creare una vulnerabilità per futuri disturbi. La salute e l’eventuale presenza di disagi necessitano attenzione e trattamento poiché gli aspetti affettivi influenzano sia positivamente che negativamente lo sviluppo cognitivo e questo sta alla base di molte difficoltà. Affrontare questi problemi, farli uscire allo scoperto, renderci conto che parlare di disagio non vuol dire parlare di malattia, ci da la possibilità di crescere e far crescere l’idea di una salute psicologica intesa come competenza emozionale che ci consente di poter esprimere al meglio quelle potenzialità di cui ciascuno di noi è dotato, siano esse rivolte agli apprendimenti scolastici, allo stabilire relazioni con gli altri, al dialogo con se stessi. In virtù di tutto ciò, riteniamo essere fondamentale che all’interno delle scuole ci si occupi di formazione della personalità e dei cosiddetti sistemi cognitivi complessi che costituiranno l’asse portante della modalità di relazione dell’adolescente con se stesso e gli altri. Negli ultimi anni, le fonti e la distribuzione dell’informazione si sono sviluppate quasi ovunque in maniera spettacolare. Sempre più i ragazzi arrivano a scuola portando l’impronta di un mondo, reale o fittizio ben oltre i confini della famiglia e della comunità immediata. Il divertimento, le notizie e la pubblicità che propongono i media trasmettono messaggi che sono in concorrenza o in contraddizione con quanto i ragazzi imparano a scuola. L’organizzazione di tutti i messaggi in brevi sequenze da parte dei media influisce negativamente sulla durata dell’attenzione degli alunni, e quindi sulle relazioni in seno alla classe. Così, avendo perso in larga misura la preminenza che prima avevano nell’esperienza educativa, gli insegnanti e le scuole si trovano ad affrontare nuovi compiti: rendere la scuola più attraente per gli alunni e fornire loro implicitamente una “guida degli utenti” ai media. Inoltre, non è più possibile lasciare fuori dai cancelli della scuola i problemi sociali, quali disparità, violenza, dipendenze, malattie sessualmente trasmesse. La scuola, per poter aggiungere al sistema formativo disciplinare l’idea di contribuire alla consapevolezza dei processi cognitivi, allo strutturarsi di relazioni complesse tra sistemi (familiare, scolastico, gruppo dei pari) deve attrezzarsi con interventi e iniziative che richiedono l’ausilio di una struttura che possa operare nel senso formativo nei confronti dei docenti, dei genitori e come stimolo per nuove attività e modalità operative verso i ragazzi. Dipendenze e dinamiche di gruppo Episodi di cattiveria tra bambini e adolescenti emergono oggi sempre più, rivelando nuove situazioni di grave disagio nel mondo giovanile. Questo sentimento pur essendo sempre esistito ha raggiunto una diffusione e un’esasperazione notevole come possiamo constatare quotidianamente dalle cronache dei giornali, tanto da farci modificare definitivamente la rappresentazione del mondo infantile, non più considerato mondo ovattato e innocente ma teatro e arena di violenti scontri e contese tra coetanei Processi di crescita e potenzialità non perfettamente sviluppate, istanze emotive non assolte e dinamiche familiari non adeguate, conducono spesso ad una fragilità del carattere e a risposte difensive reattive diverse. Stili educativi troppo permissivi e tolleranti, o troppo autoritari e coercitivi o un atteggiamento educativo insicuro e discordante, contribuiscono a formare una personalità “prepotente e aggressiva”. Il rischio psico-sociale così come varie forme di disadattamento caratterizzate dalla inosservanza delle regole: calunnie, risse, vandalismi, microcriminalità urbana, alcolismo, tossicodipendenza, e tra queste anche il bullismo, nascono e si sviluppano a causa di motivazioni e di condizionamenti psicologici individuali, culturali, ambientali e sociali. Il bullismo è un fenomeno collettivo che si manifesta all’interno di una serie di relazioni sociali in un gruppo di pari. “L’asimmetria di relazione” e lo “squilibrio di forza” nel rapporto tra i soggetti, unite alla “intenzionalità” e alla “persistenza” definiscono e demarcano il bullismo da altre forme di prevaricazione o di violenza. Il fenomeno del bullismo è quindi attualmente visto come una “interazione multifattoriale” che coinvolge la personalità di tre attori principali: il bullo, la vittima e il gruppo. Recenti studi hanno messo in luce che sia il bullo che la vittima mantengono stabilmente a lungo il loro comportamento antisociale. Il gruppo diviene la sicurezza, la comprensione, la possibilità di nascondere le proprie debolezze e di utilizzare le proprie ribellioni. Rappresenta il dialogo che non si riesce ad instaurare normalmente. Il bullo ha bisogno del supporto del gruppo per aumentare la propria dominanza e per continuare a perpetrare le angherie. La società, la scuola, la famiglia deve mettere un chiaro confine tra lecito e illecito, tra realtà e finzione, fare da argine alle sollecitazioni dettate dai modelli culturali aggressivi e competitivi, per permettere all’adolescente, sempre più adultizzato di evitare situazioni o comportamenti che poi non saprebbe più riconoscere o controllare. L’iniziativa di incontri è rivolta agli studenti e non solo. Nella prima fase del progetto utilizzeremo un questionario che renda possibile una valutazione obiettiva degli studenti e del loro grado di consapevolezza per una corretta relazione sociale. L’intento è di suscitare un dialogo compartecipato con i ragazzi al fine di renderli più sensibili, attenti e possa “immunizzarli” a tutto ciò che potrebbe ledere il loro corretto sviluppo psico-fisico. La spiegazione avverrà utilizzando lucidi o PowerPoint. TEMI TRATTATI:
Bullismo e dinamiche di gruppo (PowerPoint) OBIETTIVI: 1. favorire tra i ragazzi un rapporto di gruppo non coercitivo e la consapevolezza dei propri limiti; 2. far sì che gli alunni possano avere difese conoscitive preventive, capaci di sottrarli al fascino del trasgressivo; 3. prendere coscienza della propria libertà di scelta attraverso le proprie capacità cognitive. METODOLOGIE:
Test di rilevazione TEMPI DI REALIZZAZIONE: Interventi previsti per tema: due incontri per classe e due ore per intervento. STUDENTI COINVOLTI: Gli alunni delle classi I - II - III media superiore L’Homo videns Radio, televisione, computer, reti telematiche, satelliti e Internet ci hanno già introdotti nella dimensione planetaria delle comunicazioni. Si parla sempre più spesso di società “virtuale” dove l’esperienza diretta, il rapporto vitale con le cose, vengono messi seriamente in pericolo. C’è chi parla della “morte del reale” in una società dei simulacri dove trionfano le apparenze, le ombre, le maschere e dove tutto rischia di trasformarsi in spettacolo. Assistiamo infatti al declino dell’uomo tipografico e del suo modo di pensare e di rappresentare la realtà. Scrive Giovanni Sartori: “Il video sta trasformando l’homo sapiens prodotto dalla cultura scritta in un homo videns nel quale la parola è spodestata dall’immagine. Tutto diventa visualizzato”. Il problema di fondo è che la televisione ha allevato e sta allevando l’uomo che non legge, la torpidità mentale, il “rammollito da video”, l’addetto a vita ai videogames. Nella storia dei mass media, ciascuno ha detto la sua: istituzioni civili e non. Eppure assistiamo ad un progressivo e ineluttabile sgretolamento etico/morale. Una valanga di messaggi senza regole che inonda tutti e ha il sopravvento sulle nuove generazioni. Proprio all’interno di questo “ambiente multimediale” i giovani di oggi acquistano la propria identità di individui e definiscono il loro rapporto con la realtà, con l’altro, con se stessi. Come osserva Roberto Maragliano, le nuove tecnologie della comunicazione, come la televisione e il computer, non sono semplicemente macchine, ma apparati di coscienza, metafore di un nuovo regime mentale caratterizzato da contaminazione interattiva. È per questa ragione che scuola, famiglia, associazionismo non possono più assistere immobili, quasi paralizzati, alla rivoluzione in atto. L’iniziativa di incontri è rivolta agli studenti e non solo. Nella prima fase del progetto utilizzeremo un questionario che renda possibile una valutazione obiettiva degli studenti e del loro grado di consapevolezza per un corretto uso della tecnologia messa a disposizione. L’intento è di suscitare un dialogo compartecipato con i ragazzi al fine di renderli più sensibili, attenti e possa “immunizzarli” a tutto ciò che potrebbe ledere il loro corretto sviluppo psico-fisico. La spiegazione avverrà utilizzando lucidi o PowerPoint. TEMI TRATTATI:
L’erba voglio: la pubblicità (lucidi) OBIETTIVI: 1. una maggiore consapevolezza del mondo dei mass media e di Internet così da favorire la crescita personale degli alunni attraverso l’ampliamento degli orizzonti culturali e umani; 2. far sì che gli alunni possano avere difese conoscitive preventive, capaci di sottrarli al fascino del messaggio subliminale; 3. prendere coscienza della propria libertà di scelta attraverso le proprie capacità cognitive. METODOLOGIE:
Test di rilevazione
(da scaricare, stampare e far compilare ad ogni ragazzo) TEMPI DI REALIZZAZIONE: Interventi previsti per tema: due incontri per classe e due ore per intervento. STUDENTI COINVOLTI: Gli alunni delle classi I - II - III media superiore Controllo mentale e culti abusanti In un mondo sempre più frenetico, dove tutto corre veloce, le sollecitazioni che colpiscono la nostra mente sono spesso eccessive; così ci ritroviamo a compiere molte delle nostre azioni senza il tempo necessario per un’attenta e corretta valutazione critica. Questo rende tutti noi maggiormente vulnerabili nei confronti di quei messaggi che tendono ad un qualche tipo di “persuasione”. Potenzialmente, tutti possiamo essere condizionati o condizionabili, è indubbio che ognuno di noi è soggetto all’influenza di molti fattori: il luogo in cui nasciamo, la nostra famiglia di origine, le amicizie, la scuola, le esperienze di vita. Senza sottovalutare i media e le varie mode e tendenze. Tutto contribuisce a plasmare la nostra identità, e fare di noi ciò che siamo, in quanto a modo di pensare e di agire. Esiste però una tecnica ben più forte e subdola di condizionamento, messa in atto da culti che potremmo definire “abusanti”. Sono culti che aspirano al controllo completo della persona e delle sue risorse, da questi potremo proteggerci solo conoscendone a fondo i procedimenti. Dalla metà del secolo scorso si è assistito ad un proliferare di piccoli gruppi o vere e proprie organizzazioni “multinazionali”: culti vari, alcuni dal sapore esotico, altri di tipo magico. Molti promuovono dottrine sincretiste di tipo esoterico-iniziatico ma tutti si dichiarano depositari di “verità” assolute o di conoscenze” superiori. L’adesione a questi “nuovi” culti è un fenomeno complesso che riflette da una parte i disagi e i bisogni dell’uomo del nostro tempo, dall’altra la gran confusione che regna su questi argomenti. Purtroppo a farne le spese sono spesso le famiglie che, disinformate, si rendono conto che qualcosa non va quando ormai il proprio caro è già fin troppo coinvolto in uno di questi gruppi. I culti abusanti si celano dietro quella libertà di fede, di coscienza e d’associazione che sono garantite in tutti i Paesi democratici. Sfruttano l’area effettivamente non regolata dal diritto, in riferimento alla manipolazione mentale, fino al limite estremo. E’ proprio da questo che deriva la difficoltà di far luce dietro la facciata. Si ha così un paradosso: le stesse norme e le stesse leggi che sono state emanate per la tutela delle libertà dell’uomo consentono a questi culti di indottrinare i loro membri e ridurli in schiavitù. I metodi usati vanno dai procedimenti ipnotici alle dinamiche di gruppo. Davanti a questo scenario si è ritenuto importante proporre il presente progetto che ha come scopo principale quello di informare e dare agli alunni quelle conoscenze che permettano loro di scegliere in piena libertà ma con la necessaria consapevolezza. L’iniziativa di incontri quindi è rivolta agli studenti, ma non solo, ed è finalizzata a spiegare la tecnica usata dai culti abusanti per produrre nelle persone gli effetti accennati sopra. Non verranno fatti nomi di gruppi o associazioni particolari. La spiegazione avverrà attraverso dei lucidi che esporranno le tematiche implicate, con l’obiettivo di coinvolgere i presenti in un dibattito costruttivo. TEMI TRATTATI:
Controllo mentale e culti distruttivi (Lucidi) OBIETTIVI:
METODOLOGIE:
Test di rilevazione (da scaricare, stampare e far compilare ad
ogni ragazzo): TEMPI DI REALIZZAZIONE: Interventi previsti: due incontri per classe e due ore per intervento. STUDENTI COINVOLTI: Gli alunni delle classi I - II - III media superiore VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE ACQUISITE:
Mediante un
lavoro di gruppo, i ragazzi progettano e realizzano una sorta
di brochure che riassume il lavoro svolto e ciò che questa
esperienza ha lasciato dentro di loro. Cliccare
qui
per scaricarne un esempio (formato Word, dimensione 1,29 MB). Relazioni interpersonali e affettività Durante l’adolescenza assume sempre più importanza il gruppo; l’adolescente manifesta un grande desiderio di vivere insieme ai coetanei molte delle sue esperienze perché gli amici e compagni svolgono un’importante funzione di rassicurazione. Il timore suscitato in lui da suoi stessi impulsi trova nel gruppo una possibilità di compenso, di sfogo, di libera espressione o, al contrario, di camuffamento e di negazione. L’adolescente si trova ad affrontare processi evolutivi e dal modo in cui egli saprà superarli deriverà il grado e la consistenza del suo adattamento emotivo. Nell’assunzione di modelli etici che siano accettati dalla società e, contemporaneamente, perseguibili da lui senza troppo tormento interiore e conflitti, l’adolescente tende ad appoggiarsi a criteri e valori che siano riconosciuti da tutti. È la sua esigenza di moralità e di giustizia che sopravvive anche se contraddetta spesso da comportamenti incoerenti e che è minacciata non solo dalle contraddizioni adulte, dall’ipocrisia sociale, ma anche da quelle limitazioni autoritarie che appaiono troppo gravose e che spingono il ragazzo a mentire o sfuggire radicalmente ad esse. Altro compito evolutivo riguarda specificatamente il problema della identificazione sessuale. Dalla nascita in poi, l’ambiente sociale ci propone comportamenti e atteggiamenti ritenuti idonei al nostro sesso e ci guida ad assumere ruoli sessuali maschili e femminili. Il primo luogo in cui i ruoli sessuali prendono forma e vengono trasmessi è senz’altro la famiglia. Così la differenza sessuale per gli esseri umani non è definita solo dalle differenze fisiche ma anche dal risultato di un’educazione, di abitudini e di norme che hanno origine nella cultura di ogni società. Esiste una pressione sociale molto precisa perché il ragazzo o la ragazza aderisca ai modelli di comportamento del proprio sesso; pressione che però contrasta, paradossalmente, con un atteggiamento altrettanto preciso di coercizione. L’incontro sessuale è un modo per comunicare affetto, calore, simpatia, amore. Nel corpo della madre nasce la vita del bambino. Il corpo e la sessualità sono quindi valori positivi e forse è ormai tempo di contrastare l’abitudine di parlare del sesso solo a “luci rosse”, o di non parlarne affatto perché "sconveniente”. Parlare con i ragazzi e le ragazze della sessualità significa guidarli ad una conoscenza sensoriale ed affettiva del mondo. Può essere bello far immaginare e far capire che la storia degli uomini è una storia importante, piena di significati, e che l’uomo è stato dotato di un corpo che lo rende unico e gli permette di conoscere il mondo e di comunicare con gli altri. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto una grande attenzione alla tutela del benessere sessuale e affettivo; come adulti possiamo realizzare questo obiettivo insegnando ai ragazzi e alle ragazze ad accrescere il loro benessere, abituandoli a costruire un buon rapporto con gli altri, a distinguere le proprie istintive antipatie e simpatie, preparandoli a saper scegliere da grandi le persone giuste e a vivere serenamente la propria sessualità. L’iniziativa di incontri è rivolta agli studenti e non solo. Nella prima fase del progetto utilizzeremo un questionario che renda possibile una valutazione obiettiva degli studenti e del loro grado di consapevolezza del proprio corpo. L’intento è di suscitare un dialogo compartecipato con i ragazzi al fine di renderli più sensibili, attenti e possa “immunizzarli” a tutto ciò che potrebbe ledere il loro corretto sviluppo psico-fisico. La spiegazione avverrà utilizzando lucidi o PowerPoint. TEMI TRATTATI:
Chi non conosce il mondo lo subisce (Lucidi) OBIETTIVI:
METODOLOGIE:
Test di rilevazione TEMPI DI REALIZZAZIONE: Interventi previsti per tema: due incontri per classe e due ore per intervento. STUDENTI COINVOLTI: Gli alunni delle classi I - II - III media superiore Comitato scientifico/organizzativo
Patrizia Santovecchi
Per ottenere maggiori informazioni a proposito di questo progetto o per aderire a questa iniziativa, scrivete a: info@onap-italia.org. |
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