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Progetto sCOOL FOOD

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, per l’anno scolastico 2019/2020, entra a far parte del Progetto sCOOL FOOD della Fondazione Monte dei Paschi di Siena (FMPS), in qualità di Partner Scientifico. Il Progetto nasce dal bisogno di promuovere nei giovani – futuri consumatori e professionisti – corretti stili di vita e comportamenti orientati alla sostenibilità, sotto il profilo economico, sociale ed ambientale.

Le attività didattiche avranno ricadute territoriali, prevendendo la restituzione verso la scuola e fuori la scuola, delle competenze sviluppate e dei risultati raggiunti con prospettive di replicabilità nel tempo e sul territorio.
Il progetto verrà attuato nelle scuole dell’area vasta sud est della Regione Toscana: ovvero nelle Province di Siena, Arezzo e Grosseto ed è stato oggetto di condivisione con soggetti istituzionali preposti quali la Regione Toscana e gli Uffici Territoriali e Regionali Scolastici.

L’intervento cercherà di stimolare il coinvolgimento del territorio in termini di sviluppo di reti, partenariati e collaborazioni tra istituti, amministrazioni, enti locali nonché con risorse educative capaci di agire come comunità educante sul territorio (associazioni, fondazioni, enti del terzo settore, università, centri di ricerca, operatori qualificati, etc).

Per maggiori informazioni. https://www.fondazionemps.it/bando/bando-scool-food-anno-scolastico-2019-2020/

Da scaricare

 

Petizione O.N.A.P.

ADESSO BASTA! È ORA DI AGIRE!!

A DIFESA DELLE NUOVE GENERAZIONI

A TUTELA DELLA SOCIETÁ

 

 

Alla Presidenza della Repubblica
Alla Presidenza del Consiglio
Al Ministero dell’Interno
Al Ministero per la Famiglia e le Disabilità
All’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) è un’Associazione di Promozione Sociale (n. 520 Registro Regionale della Toscana) che ha l’obiettivo di promuovere la salute psico-sociale della Persona, sia come singolo che nelle sue formazioni sociali, reali o virtuali, nelle quali si struttura la sua soggettività.

Tra le attività di O.N.A.P. si annoverano:

  • il monitoraggio di tutte le forme di disagio, devianza, aggressività e abuso;
  • la tutela della Persona contro ogni forma di sfruttamento, violenza e abuso a salvaguardia del suo pieno sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale;
  • la promozione di una informazione/formazione volta a potenziare la competenza personale/sociale di concetti e strutture socio-antropologiche quali giustizia, diritti e doveri, idonei per una partecipazione attiva e costruttiva alla vita sociale e lavorativa;
  • la realizzazione di una Rete di sostegno e tutela per le vittime di abuso, in sinergia con le Forze dell’Ordine e le Autorità Istituzionali, sia regionali che nazionali.

O.N.A.P. pertanto si rivolge alle massime autorità ed istituzioni dello Stato Italiano al fine di promuovere questa Petizione volta ad ottenere delle urgenti misure legislative e amministrative in tutela delle giovani generazioni rispetto ad alcune derive comportamentali deviate e abusanti, presenti principalmente sul Web, ma non solo.

Premesso che

  • Nel nostro ordinamento sono già penalmente punite le fattispecie di: Istigazione alla pedofilia (ex art. 414 bis cp); Induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di minori (art. 600 bis cp); Produzione, commercio, distribuzione, divulgazione e cessione di materiale pornografico coinvolgente minori (art. 600 ter cp); Detenzione di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori (art. 600 quater cp); Pornografia virtuale (art. 600 quater1 cp); Atti sessuali con minorenne (art. 609 quater cp); Corruzione di minorenne (art. 609 quinquies cp); Adescamento online (art. 609 undecies cp); Istigazione al suicidio e autolesionismo (ex art. 580 cp); Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600); Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope ( 73 del DPR n 309/1990).
  • Nella nostra Carta Costituzionale si prevedono: i diritti inviolabili dell’Uomo (art. 2); il principio di uguaglianza (art. 3); il dovere e responsabilità di ogni cittadino di concorrere al progresso materiale e spirituale della società (art. 4 co II); la libertà di religione purché non in contrasto con l’ordinamento giuridico italiano (art. 8); il principio di tutela della promozione della cultura (art. 9); il principio di conformità al diritto internazionale e sovranazionale (art. 10); l’inviolabilità della libertà personale e il divieto di ogni forma di violenza fisica e morale sulle persone (art. 13); l’inviolabilità della libertà e segretezza di ogni forma di comunicazione (art. 15); la libertà di associazione, eccetto in presenza di comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica (art. 17); libertà di associarsi, per fini non vietati ai singoli dalla legge penale (art. 18); libertà di religione, purché non contraria al buon costume (art. 19); la libertà di pensiero e il divieto di pubblicazioni, spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume (art. 21); il principio di personalità della pena (art. 27); dovere e diritto dei genitori di istruire ed educare i figli, legittimi e naturali (art. 30); la tutela dell’infanzia e della gioventù (art. 31); la tutela del diritto fondamentale della salute, inteso anche come diritto ad un ambiente salubre (art. 32).
  • Nell’ordinamento sovranazionale vigono le seguenti Dichiarazioni: la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo (1948); la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del fanciullo (1959); la Dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma (1996); Protocollo Opzionale sulla vendita di bambini, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori (2002); la Direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile (2011); la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori dallo sfruttamento e abusi sessuali (2007); il Rapporto mondiale sulla violenza e la salute (World report on violence and health) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2002).

Considerato che

Anche dai monitoraggi effettuati e delle richieste di aiuto pervenute ad O.N.A.P. si conferma un trend in crescita dei seguenti fenomeni:

Istigazione alla pedofilia; istigazione e sfruttamento della prostituzione minorile; diffusione, detenzione e cessione di materiale pedopornografico; pedofilia culturale

Secondo il Rapporto sulla salute mondiale dell’OMS (2013) solo in Europa, quasi 18 milioni di bambini sono risultati essere vittime di abuso sessuale. L’Annual Report dell’Internert Watch Foundation (2017) sostiene inoltre che siano stati identificati 78.589 URLs contenenti immagini di abuso sessuale su minori. Oltre la metà delle vittime, il 55%, ha meno di 10 anni. Nel 40% dei casi l’abusante è conosciuto online (https://www.iwf.org.uk/report/2017-annual-report).

In base al Rapporto UNICEF del 2016, vi sarebbero ben 57.335 URL (indirizzi web) contenenti materiale pedo-pornografico. Di questi, il 60% ospitato su server situati in Europa e il 37% in Nord America. Il 53% dei bambini abusati e sfruttati per produrre questi contenuti hanno 10 anni o meno. Il numero di immagini di bambini dagli 11 ai 15 anni è in aumento: dal 30% nel 2015 al 45% nel 2016 (Rapporto UNICEF, La condizione dell’infanzia nel mondo. Figli dell’era digitale, 2017).

Secondo i dati della Polizia Postale (Report Attività Polizia di Stato, Dipartimento Polizia Postale e Telecomunicazioni, 2017), solo per la pedo-pornografia online, nel corso del 2017, sono stati eseguiti 43 arresti e denunciate 532 persone. Si segnalano in crescita anche alcuni casi di video pedopornografici collegati alla condotta deviante del cd live child abuse.

Anche gli ultimi dati in possesso di O.N.A.P. (Giovani e Web 2.0: indagine qualitativa, in Profiling–I profili dell’abuso, 2018) confermano, come comportamento prodromico alla diffusione di materiale pedopornografico ed in consolidamento tra adolescenti (12-16 anni) e preadolescenti (9-12 anni), la pratica del sexting, percepita dai minori come un comportamento non a rischio, ma per lo più comune, accettato se non in certi casi auspicabile, per agevolare la relazione e l’accettazione tra pari.

Sempre secondo la Polizia Postale, nell’ambito dei reati contro la persona perpetrati sul web, il ricatto online come anche le estorsioni a sfondo sessuale (es. sextortion) sono fenomeni in continua crescita e strettamente collegati al sexting: 940 i casi trattati nel 2018. Dal mese di gennaio al mese di dicembre 2018 sono state denunciate 955 persone e 8 persone sono state arrestate per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie sui social network, minacce e trattamento illecito di dati personali. L’aumento del numero degli adolescenti presenti sul web ha determinato una crescita esponenziale del numero di minorenni vittime di reati contro la persona: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 202 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un’età compresa tra i 14 e i 17 anni. Si registra pertanto una continua evoluzione nella tipologia delle fattispecie, soprattutto con una presenza sempre più significativa di minori coinvolti. Inoltre i dati emersi sono da considerarsi parziali in quanto non tutte le situazioni vengono segnalate o denunciate alle Forze dell’Ordine.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel Rapporto 2002 (OMS) “Violenza e salute” definisce abuso o maltrattamento infantile anche il trattamento negligente o commerciale che si configura come danno potenziale o attuale della salute del bambino, della sua sopravvivenza, del suo sviluppo e della sua dignità nel contesto di una relazione di responsabilità, fiducia o potere. Nonostante questo sono centinaia le aziende che usano i minori per pubblicizzare i loro prodotti attraverso i media, per esempio i cartelloni pubblicitari tappezzano le città, con bambini/e ammiccanti con pose seducenti e/o parti del corpo seminascoste da maliziosi vedononvedo. Le Tweens o Tweenager, sono bambine che hanno dai sei e i dodici anni, ma sembra che l’età continui a scendere sempre più, tanto che è stato coniato l’acronimo KGOY (Kids Growing Older Younger) per meglio definire i bambini dei nostri giorni: un’infanzia tradita, negata, accelerata.

Importante capire che non sono solo “semplici” immagini, ma identificazioni e idealizzazioni del Sé destinate ad orientare e formare le nuove generazioni, spingendole sempre più verso una precocità e promiscuità sessuale che non tiene conto dell’effettiva maturazione e, quindi, della competenza intellettiva, emotiva ed affettiva propria del bambino. Mancanza di rispetto di tempi e modi da parte di adulti che sembrano trovarsi al centro di un processo sociale schizofrenico: da un lato viene riconosciuto il diritto di protezione del bambino come mai è successo in passato, dall’altro, lo stesso bambino, viene sottoposto a processi di adultizzazione e sfruttamento del corpo, che violano il suo diritto insopprimibile ad essere bambino e di crescere secondo tappe e tempi fisiologici conformi alla sua età. Tanto che già nel 2006, Emma Rush e Andrea La Nauze, due ricercatori dell’Australian Institute, hanno coniato il termine Corporate Paedophilia per descrivere i tempi odierni. Mentre Anna Oliverio Ferraris in accordo, con i ricercatori di cui sopra, parla di questo fenomeno come Sindrome di Lolita.

A sottolineare quanto la Pedofilia Culturale, con la conseguente erotizzazione del corpo dei bambini, stia diventando “costume” è il Report of the Apa task force on the sexualization of the girls (APA, 2007). Da esso, difatti, emerge che l’adultizzazione e la sessualizzazione del corpo dei bambini non contribuiscono più soltanto i media, ma anche molti genitori e insegnanti. Sempre più frequenti sono gli annunci su quotidiani o periodici che recitano: «Cercasi adolescenti sguardo tenero, sorriso allusivo, corpo sensuale, per campagna pubblicitaria […]».

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), all’articolo 11 del suo Codice di autoregolamentazione indirizzato ai “bambini e adolescenti”, si chiude in questo modo: «L’impiego di bambini e adolescenti nella comunicazione deve evitare ogni abuso dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani. Sono vietate rappresentazioni di comportamenti o di atteggiamenti improntati alla sessualizzazione dei bambini, o dei soggetti che appaiano tali».

Adescamento online

Sempre i dati della Polizia Postale ci confermano un significativo nesso tra sfruttamento della prostituzione minorile e adescamento, soprattutto online: gli organi di Polizia hanno realizzato solo nel 2016, l’arresto di 5 persone e la denuncia in stato di libertà di altre 17. A questo si aggiungono 19 denunce ricevute da minorenni che sono rimasti vittime di ‘adescamento on-line’ su chat o social network (Report Attività Polizia Postale e Telecomunicazioni, 2016). Rispetto all’Adescamento online, sempre la Polizia Postale ci conferma difatti come il fenomeno sia presente e in crescita: le indagini relative al child grooming online hanno portato nel corso del 2017 all’arresto di 3 persone e alla denuncia di 136 indagati (Report Attività Polizia di Stato, 2017). Quasi un adolescente su tre dà il numero di cellulare a persone conosciute online (Save the Children, 2011), dato confermato altresì dai riscontri O.N.A.P. nell’ambito del monitoraggio effettuato tra il 2016 ed il 2018 su un target di età compreso tra i 11 ed i 19 anni di studenti è emerso chiaramente come il 35% degli intervistati abbia chattato raramente con sconosciuti, mentre il 18% lo faccia più volte (in Giovani e Web 2.0: indagine qualitativa, Profiling–I profili dell’abuso, @buse, Anno 9, 4, 2018). Considerevole pertanto il rischio, per questi utenti, di poter incorrere non tanto e solo in furto di dati, personali o sensibili, quanto soprattutto nell’adescamento o nella rete della pedofilia.

Istigazione e aiuto all’autolesionismo e al suicidio

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2014) il suicidio rappresenta la terza causa di morte – dopo incidenti stradali e Aids – trai giovani, in particolare tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni. In crescita gli episodi di istigazione all’autolesionismo e al suicidio, strutturati anche in modalità di sfida o di gioco. In particolare, dal 2017, il Centro Nazionale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha avviato un’attività di monitoraggio della rete finalizzata a contrastare il fenomeno noto come “Blue Whale”, attività rivolta a individuare le vittime e i “curatori” e che ha fatto registrare circa 700 segnalazioni, delle quali 270 confluite in comunicazioni di notizie di reato alle Procure (Report Attività Polizia di Stato, 2017). L’istigazione al suicidio è molto diffusa online, ed in progressiva sia espansione che evoluzione: tanti i luoghi del cyber spazio (siti, blog, etc.) che giustificano il suicidio e scoraggiano l’uso di risorse supportive per chi soffre di problematiche psicopatologiche (ad es. proibendo l’ingresso nei forum di discussione a chi, ad esempio, cerca di fornire un aiuto o dare dei consigli utili per allontanare l’idea suicidaria). Secondo Generazioniconnese, progetto del MIUR, solo tra aprile e dicembre 2015 l’8% dei casi accolti dal Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, riguarda segnalazioni per siti che incitano alla violenza contro se stessi. Il 25% dei 600 ragazzi intervistati da Telefono Azzurro e Doxakids (febbraio 2016) dichiara che uno dei rischi maggiori che si possono incontrare navigando online sia la possibilità di visitare siti che esaltano il suicidio (dato che aumenta al 28% per i giovani 14-15enni).

Nei siti e/o blog, ma sempre più spesso anche live chat come WhatsApp e Instagram, circolano informazioni che inneggiano non solo al suicidio o all’autolesionismo, ma anche all’anoressia e alla bulimia comportamenti alimentari che, secondo i dati Sdo (Scheda di Dimissione Ospedaliera), nel 2018 hanno determinato in Italia 3.370 decessi, dato in crescita rispetto agli anni precedenti. Già nel 2010 l’American Journal of Public Health, a in seguito di un’analisi sui web “pro” disturbi alimentari condotta dalla John Hopkins Bloomberg School of Public Health, affermava come il 91% dei siti pro ana e pro mia siano consultabili da chiunque, tra questi il 79% prevede programmi interattivi, l’84% offre contenuti pro anoressia, il 64% pro bulimia (Study Examines Pro-Anorexia and Pro-Bulimia Websites,). Online oggi si trovano oltre 300.000 siti pro-Ana e pro-Mia, che danno consigli pratici su come perdere peso ricorrendo a pratiche di restrizione alimentare prolungata e ossessiva (Premessa al Ddl Marzano, n.438/2017; Ricerca sui disturbi alimentari e internet, Dipartimento di neuroscienze dell’Università di Torino, in Eating and Weight Disorders, giugno 2006). «La caratteristica di questi siti o gruppi è quella di costituirsi come delle sette, sorta di movimenti underground dove si lancia un appello a dimagrire ad oltranza, come in una sorta di forma di protesta ed opposizione al mondo degli adulti», (Ministero della Salute, Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: raccomandazione per i familiari, Appendice, I pericoli del web, Roma, marzo 2018).

Diffusione di giochi con contenuti violenti e diseducativi

Da segnalare la graduale diffusione di giochi da tavolo ed online che, se pur formalmente indirizzati ad un pubblico adulto, potrebbero essere acquistati ed utilizzati anche da giovani e giovanissimi, rappresentando un potenziale rischio di esposizione a condotte lesive e/o autolesive in quanto attinenti (solo a titolo esemplificativo e non esaustivo), a tematiche quali: il suicidio; l’abuso di alcool; l’istigazione e lo sfruttamento della prostituzione; lo stupro; pratiche magiche-occulte (es. Voodoo o Tavola Ouija).

Che quanto sopra esposto sia argomento di seria considerazione, è sottolineato anche da Agenzie non istituzionali, come per esempio IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che, dal marzo 2019, ha aggiornato il suo Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale (65ª edizione) con l’art. 12 bis-Sicurezza: «La comunicazione commerciale relativa a prodotti suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l’ambiente, specie quando detti pericoli non sono facilmente riconoscibili, deve indicarli con chiarezza. Comunque la comunicazione commerciale non deve contenere descrizioni o rappresentazioni tali da indurre i destinatari a trascurare le normali regole di prudenza o a diminuire il senso di vigilanza e di responsabilità verso i pericoli, tra cui immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute».

Commercio e distribuzione online di sostanze stupefacenti e Nuove Sostanze Psicoattive

Secondo la Relazione europea sulla droga 2018 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) l’Italia è il terzo paese dell’Unione Europea per uso di cannabis e il quarto per uso di cocaina. Infatti, la Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia presentata al Parlamento italiano il 18 settembre 2018 dichiara che circa 4 milioni di italiani hanno utilizzato almeno una sostanza stupefacente illegale e, di questi, mezzo milione ne fa un uso frequente. Le attività economiche connesse al mercato delle sostanze psicoattive illegali rappresentano circa il 75% di tutte le attività illegali e pesano per circa lo 0,9% sul PIL. Il consumo di tali sostanze è stimato valere 14,4 miliardi di euro, in aumento di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Le segnalazioni pervenute al Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) nel 2017 sono state 144, riguardanti un totale di 95 nuove sostanze psicoattive. Oltre il 60% delle sostanze intercettate appartiene alle tre categorie di cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici e oppioidi sintetici. Da evidenziare come le stime condotte nel 2017 confermano un sensibile cambiamento nella composizione dei modelli di consumo delle sostanze psicoattive, a favore di un aumento di quelli più pericolosi.

Il numero di nuove sostanze psicoattive (NSP) acquistabile in internet e le informazioni relative alla loro modalità di assunzione a scopi ricreazionali e spirituali, stanno aumentando costantemente. Nomi come “legal highs”, “herbal highs” e “etno-drugs”, inducono i consumatori a credere che questi prodotti siano sicuri e naturali, sottostimandone o volutamente trascurandone le loro potenzialità farmaco-tossicologiche.

Oltre alla comparsa di vere e proprie nuove molecole, si assiste al cosiddetto “drug design”, ossia la sostituzione di uno o più gruppi funzionali su strutture chimiche di molecole già presenti in commercio da tempo. Infatti, la ricerca farmacologica ha garantito un maggior numero di principi attivi disponibili, mentre la rete internet ha garantito la loro maggiore accessibilità e diffusione tra i potenziali consumatori (Relazione Annuale al Parlamento 2013).

Il risultato è che queste ultime, spesso non rientrano nella Tabella I del D.P.R. 309/90 sebbene gli ultimi aggiornamenti ministeriali abbiano incluso anche i “congeneri e derivati” delle sostanze già incluse. Inoltre, la reperibilità di tali sostanze avviene frequentemente tramite il mondo del web (attraverso l’e-commerce) o attraverso l’acquisto diretto da piccoli spacciatori che effettuano una preparazione “domestica” e artigianale, con tutti i rischi che ne derivano per la salute dei consumatori, sia per l’incertezza del dosaggio sia per la possibile presenza di residui di sintesi potenzialmente tossici (Smart Drugs, 2011).

All’interno di questo panorama così vario e complesso si inseriscono le “Smart Drugs” di origine vegetale, attualmente note come “Nuove Sostanze Psicoattive” (NSP).

Negli ultimi decenni, inoltre, si è assistito ad un notevole incremento di reati, e di alcuni in particolare, agevolati dall’utilizzo di sostanze psicoattive, tanto da denominare un genere criminoso specifico, le cosedette Drug-Facilitated Crimes, (DFCs; Shbair & Lhermitte, 2010; Shbair et al., 2010a e 2010b). I principali atti illeciti e criminali che vengono perpetrati con l’ausilio di sostanze farmacologicamente attive sono costituiti da furti, sequestri, aggressioni a scopo di violenza sessuale (Drug-Facilitated Sexual Assault; DFSA) sia di tipo occasionale che rituale (Ritual Abuse, RA; Marti, 2012; 2013), nonché raggiri, plagio e sottomissione della vittima alla volontà dell’abusante (Drug Submission) ed infine omicidi.

Il triste connubio: “uso di sostanze psicoattive e guerra”, non è di certo una novità, lo è diversamente l’utilizzo delle sostanze psicoattive in attentati terroristici, tanto è vero che ha dato origine al termine “Farmacoterrorismo”. Termine utilizzato per definire tutti quegli atti terroristici influenzati dall’uso di sostanze psicoattive, che inevitabilmente alterano, aumentano e precipitano la gravità di tali efferati attacchi (Khanra & Sen, 2016).

I dati (Global Drug Survey 2018), inoltre, confermano come anche i mercati della droga online siano in espansione in quanto emigrati dal Deep Web per rivolgersi su applicazioni social quali Telegram o Whatsapp.

In Europa è sempre più diffusa la poliassunzione (European Drug Report 2016), ovvero l’utilizzo sporadico o abituale di più sostanze stupefacenti insieme. Da uno studio di tre ricercatori dell’università di Oxford (Platform Criminalism The ‘Last-Mile’ Geography of the Darknet Market Supply Chain, Mar 2018), la compravendita di droghe online sarebbe per ora solo una piccola frazione del più grande traffico globale di droga; ma una frazione robusta e resiliente. Inoltre questi mercati sono un fenomeno peculiare e recente che non alimentano una domanda nuova, ma fanno leva su quella che c’è già, enorme.

Diffusione di gruppi pseudo-commerciali, associazioni pseudo-culturali/educative, e/o culti abusanti che utilizzano tecniche di manipolazione mentale.

Premesso che, l’ultimo rapporto del Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza – Direzione Generale Polizia di Prevenzione, nel monitoraggio dal titolo “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia”, risale al febbraio del 1998, e indica la presenza sul suolo nazionale di 76 nuovi movimenti religiosi per un totale di circa 78.500 affiliati e 61 nuovi movimenti magici per un totale di 4.600 affiliati; che secondo Poliziamoderna, periodico ufficiale della Polizia di Stato: «In Italia le sette sataniche, individuate, sono circa 8mila, con oltre 600mila adepti, cui si aggiungono migliaia di nuovi culti e forme di religiosità legate a figure carismatiche» (Poliziamoderna, giugno 2007); che il fenomeno di aggregazioni a struttura abusante coinvolge milioni di italiani, molti di questi sono minori, nati o cresciuti, all’interno dei gruppi di riferimento, o giovani “adescati” da adepti poco più grandi; che il contrasto di questo fenomeno è particolarmente difficile da realizzare da quando la Corte Costituzionale nel 1981 ha dichiarato l’incostituzionalità del reato di plagio che, seppure tra molti difetti, consentiva di perseguire chi utilizzava forme di manipolazione mentale psichica per raccogliere adepti nelle proprie file al fine di ottenere poi devozione nonché favori sessuali e materiali; che il riconoscimento e il contrasto di queste realtà abusanti (o settarie) è reso complicato dal vuoto normativo e che l’attuale art. 600 del Codice Penale di Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù non è sufficiente a garantire alle vittime il riconoscimento del danno subito; che il tema dei gruppi abusanti e la manipolazione mentale da essi esercitata, pone l’esigenza di una legge dello Stato in grado di garantire il diritto di autodeterminazione dei soggetti, l’esercizio dei diritti e le libertà personali fondamentali garantite dalla Nostra Costituzione.

Alla luce di tutto quanto sopra esposto

O.N.A.P. chiede alle Autorità competenti e alle Istituzioni preposte di impegnarsi a:

  • disporre un immediato monitoraggio dei fenomeni suddetti, potenziando le strutture già esistenti (istituzionali e del terzo settore) che già si occupano di tali fenomeni;
  • disporre misure legislative urgenti volte a colmare le lacune normative esistenti soprattutto in tema di manipolazione mentale e/o persuasione occulta, elemento presente in molte delle fattispecie suddette;
  • disporre delle misure legislative urgenti finalizzate ad inserire, come in altri paesi Europei, il meccanismo dell’age verification, un sistema obbligatorio di verifica dell’età online;
  • disporre misure legislative urgenti finalizzate all’eliminazione della distinzioni tra droghe leggere e droghe pesanti, e dichiararle tutte altamente nocive per la salute pubblica, in conformità con quanto espresso nella pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 30 maggio 2019; inoltre, considerato l’uso di droghe anche a scopo criminoso, si rende necessario applicare pene severe non solo per chi le spaccia, ma anche a chi le detiene;
  • disporre delle misure di concertazione con i maggiori Provider internazionali al fine di definire degli strumenti tecnici che prevedano tanto un controllo preventivo, tramite, ad esempio, l’identificazione di parole chiave, rispetto ai fenomeni dell’istigazione al suicidio e all’autolesionismo o pratiche ad esso prodromiche; quanto un blocco immediato di tali contenuti se il navigatore è un minore. Oltre da una identificazione dei fautori dei siti, nonché dei comportamenti lesivi;
  • disporre delle misure amministrative urgenti volte a rimuovere dal commercio, pubblicità che utilizzano minori in atteggiamenti adultizzati e sessualizzati, oltre che determinati giochi potenzialmente pericolosi per i minori, predisponendo, in accordo con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, un preventivo controllo e successiva approvazione (secondo la regola del silenzio assenso, termiti i tre mesi), dei materiali ludici interattivi ed educativo-didattici proposti o accessibili ai minori;

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, continuerà a monitorare e sensibilizzare sia le Istituzioni che i cittadini su tutte le forme di disagio, devianza, aggressività e abuso, a tutela della Persona e a salvaguardia del suo pieno sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale.

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, continuerà a promuovere una informazione/formazione volta a potenziare la competenza personale/sociale di concetti e strutture socio-antropologiche quali giustizia, diritti e doveri, idonei per una partecipazione attiva e costruttiva alla vita sociale e lavorativa, impegnandosi a realizzazione e rafforzare una Rete di sostegno e tutela per le vittime di abuso, in sinergia con le Forze dell’Ordine e l’Autorità Istituzionali, sia regionali che nazionali.

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici intende farsi “Strumento” utile al miglioramento della Società, a favore delle nuove generazioni.

Per questo motivo l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici auspica di trovare presso le Signorie Vostre la sensibilità dovuta per un’attiva collaborazione volta ad una tutela, anche legislativa, dei soggetti più deboli e indifesi: i nostri figli! A loro protezione.

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Tutte le firme saranno consegnate da O.N.A.P. in un’unica soluzione all’attenzione del Presidente della Repubblica e contestualmente agli altri soggetti istituzionali sopra interpellati.

La Tua firma ci consentirà di sostenere questa battaglia

a difesa di una società che guarda al futuro dei suoi figli

 

Petizione “A difesa delle nuove generazioni, a tutela della società"

Alla Presidenza della Repubblica

Alla Presidenza del Consiglio

Al Ministero dell’Interno

Al Ministero per la Famiglia e le Disabilità

All’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) è un’Associazione di Promozione Sociale (n. 520 Registro Regionale della Toscana) che ha l’obiettivo di promuovere la salute psico-sociale della Persona, sia come singolo che nelle sue formazioni sociali, reali o virtuali, nelle quali si struttura la sua soggettività.

Tra le attività di O.N.A.P. si annoverano:

il monitoraggio di tutte le forme di disagio, devianza, aggressività e abuso;
la tutela della Persona contro ogni forma di sfruttamento, violenza e abuso a salvaguardia del suo pieno sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale;
la promozione di una informazione/formazione volta a potenziare la competenza personale/sociale di concetti e strutture socio-antropologiche quali giustizia, diritti e doveri, idonei per una partecipazione attiva e costruttiva alla vita sociale e lavorativa;
la realizzazione di una Rete di sostegno e tutela per le vittime di abuso, in sinergia con le Forze dell’Ordine e le Autorità Istituzionali, sia regionali che nazionali.

O.N.A.P. pertanto si rivolge alle massime autorità ed istituzioni dello Stato Italiano al fine di promuovere questa Petizione volta ad ottenere delle urgenti misure legislative e amministrative in tutela delle giovani generazioni rispetto ad alcune derive comportamentali deviate e abusanti, presenti principalmente sul Web, ma non solo.

Premesso che

Nel nostro ordinamento sono già penalmente punite le fattispecie di: Istigazione alla pedofilia (ex art. 414 bis cp); Induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di minori (art. 600 bis cp); Produzione, commercio, distribuzione, divulgazione e cessione di materiale pornografico coinvolgente minori (art. 600 ter cp); Detenzione di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori (art. 600 quater cp); Pornografia virtuale (art. 600 quater1 cp); Atti sessuali con minorenne (art. 609 quater cp); Corruzione di minorenne (art. 609 quinquies cp); Adescamento online (art. 609 undecies cp); Istigazione al suicidio e autolesionismo (ex art. 580 cp); Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600); Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope ( 73 del DPR n 309/1990).
Nella nostra Carta Costituzionale si prevedono: i diritti inviolabili dell’Uomo (art. 2); il principio di uguaglianza (art. 3); il dovere e responsabilità di ogni cittadino di concorrere al progresso materiale e spirituale della società (art. 4 co II); la libertà di religione purché non in contrasto con l’ordinamento giuridico italiano (art. 8); il principio di tutela della promozione della cultura (art. 9); il principio di conformità al diritto internazionale e sovranazionale (art. 10); l’inviolabilità della libertà personale e il divieto di ogni forma di violenza fisica e morale sulle persone (art. 13); l’inviolabilità della libertà e segretezza di ogni forma di comunicazione (art. 15); la libertà di associazione, eccetto in presenza di comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica (art. 17); libertà di associarsi, per fini non vietati ai singoli dalla legge penale (art. 18); libertà di religione, purché non contraria al buon costume (art. 19); la libertà di pensiero e il divieto di pubblicazioni, spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume (art. 21); il principio di personalità della pena (art. 27); dovere e diritto dei genitori di istruire ed educare i figli, legittimi e naturali (art. 30); la tutela dell’infanzia e della gioventù (art. 31); la tutela del diritto fondamentale della salute, inteso anche come diritto ad un ambiente salubre (art. 32).
Nell’ordinamento sovranazionale vigono le seguenti Dichiarazioni: la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo (1948); la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del fanciullo (1959); la Dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma (1996); Protocollo Opzionale sulla vendita di bambini, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori (2002); la Direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile (2011); la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori dallo sfruttamento e abusi sessuali (2007); il Rapporto mondiale sulla violenza e la salute (World report on violence and health) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2002).

Considerato che

Anche dai monitoraggi effettuati e delle richieste di aiuto pervenute ad O.N.A.P. si conferma un trend in crescita dei seguenti fenomeni:

Istigazione alla pedofilia; istigazione e sfruttamento della prostituzione minorile; diffusione, detenzione e cessione di materiale pedopornografico; pedofilia culturale

Secondo il Rapporto sulla salute mondiale dell’OMS (2013) solo in Europa, quasi 18 milioni di bambini sono risultati essere vittime di abuso sessuale. L’Annual Report dell’Internert Watch Foundation (2017) sostiene inoltre che siano stati identificati 78.589 URLs contenenti immagini di abuso sessuale su minori. Oltre la metà delle vittime, il 55%, ha meno di 10 anni. Nel 40% dei casi l’abusante è conosciuto online (https://www.iwf.org.uk/report/2017-annual-report).

In base al Rapporto UNICEF del 2016, vi sarebbero ben 57.335 URL (indirizzi web) contenenti materiale pedo-pornografico. Di questi, il 60% ospitato su server situati in Europa e il 37% in Nord America. Il 53% dei bambini abusati e sfruttati per produrre questi contenuti hanno 10 anni o meno. Il numero di immagini di bambini dagli 11 ai 15 anni è in aumento: dal 30% nel 2015 al 45% nel 2016 (Rapporto UNICEF, La condizione dell’infanzia nel mondo. Figli dell’era digitale, 2017).

Secondo i dati della Polizia Postale (Report Attività Polizia di Stato, Dipartimento Polizia Postale e Telecomunicazioni, 2017), solo per la pedo-pornografia online, nel corso del 2017, sono stati eseguiti 43 arresti e denunciate 532 persone. Si segnalano in crescita anche alcuni casi di video pedopornografici collegati alla condotta deviante del cd live child abuse.

Anche gli ultimi dati in possesso di O.N.A.P. (Giovani e Web 2.0: indagine qualitativa, in Profiling–I profili dell’abuso, 2018) confermano, come comportamento prodromico alla diffusione di materiale pedopornografico ed in consolidamento tra adolescenti (12-16 anni) e preadolescenti (9-12 anni), la pratica del sexting, percepita dai minori come un comportamento non a rischio, ma per lo più comune, accettato se non in certi casi auspicabile, per agevolare la relazione e l’accettazione tra pari.

Sempre secondo la Polizia Postale, nell’ambito dei reati contro la persona perpetrati sul web, il ricatto online come anche le estorsioni a sfondo sessuale (es. sextortion) sono fenomeni in continua crescita e strettamente collegati al sexting: 940 i casi trattati nel 2018. Dal mese di gennaio al mese di dicembre 2018 sono state denunciate 955 persone e 8 persone sono state arrestate per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie sui social network, minacce e trattamento illecito di dati personali. L’aumento del numero degli adolescenti presenti sul web ha determinato una crescita esponenziale del numero di minorenni vittime di reati contro la persona: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 202 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un’età compresa tra i 14 e i 17 anni. Si registra pertanto una continua evoluzione nella tipologia delle fattispecie, soprattutto con una presenza sempre più significativa di minori coinvolti. Inoltre i dati emersi sono da considerarsi parziali in quanto non tutte le situazioni vengono segnalate o denunciate alle Forze dell’Ordine.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel Rapporto 2002 (OMS) “Violenza e salute” definisce abuso o maltrattamento infantile anche il trattamento negligente o commerciale che si configura come danno potenziale o attuale della salute del bambino, della sua sopravvivenza, del suo sviluppo e della sua dignità nel contesto di una relazione di responsabilità, fiducia o potere. Nonostante questo sono centinaia le aziende che usano i minori per pubblicizzare i loro prodotti attraverso i media, per esempio i cartelloni pubblicitari tappezzano le città, con bambini/e ammiccanti con pose seducenti e/o parti del corpo seminascoste da maliziosi vedononvedo. Le Tweens o Tweenager, sono bambine che hanno dai sei e i dodici anni, ma sembra che l’età continui a scendere sempre più, tanto che è stato coniato l’acronimo KGOY (Kids Growing Older Younger) per meglio definire i bambini dei nostri giorni: un’infanzia tradita, negata, accelerata.

Importante capire che non sono solo “semplici” immagini, ma identificazioni e idealizzazioni del Sé destinate ad orientare e formare le nuove generazioni, spingendole sempre più verso una precocità e promiscuità sessuale che non tiene conto dell’effettiva maturazione e, quindi, della competenza intellettiva, emotiva ed affettiva propria del bambino. Mancanza di rispetto di tempi e modi da parte di adulti che sembrano trovarsi al centro di un processo sociale schizofrenico: da un lato viene riconosciuto il diritto di protezione del bambino come mai è successo in passato, dall’altro, lo stesso bambino, viene sottoposto a processi di adultizzazione e sfruttamento del corpo, che violano il suo diritto insopprimibile ad essere bambino e di crescere secondo tappe e tempi fisiologici conformi alla sua età. Tanto che già nel 2006, Emma Rush e Andrea La Nauze, due ricercatori dell’Australian Institute, hanno coniato il termine Corporate Paedophilia per descrivere i tempi odierni. Mentre Anna Oliverio Ferraris in accordo, con i ricercatori di cui sopra, parla di questo fenomeno come Sindrome di Lolita.

A sottolineare quanto la Pedofilia Culturale, con la conseguente erotizzazione del corpo dei bambini, stia diventando “costume” è il Report of the Apa task force on the sexualization of the girls (APA, 2007). Da esso, difatti, emerge che l’adultizzazione e la sessualizzazione del corpo dei bambini non contribuiscono più soltanto i media, ma anche molti genitori e insegnanti. Sempre più frequenti sono gli annunci su quotidiani o periodici che recitano: «Cercasi adolescenti sguardo tenero, sorriso allusivo, corpo sensuale, per campagna pubblicitaria […]».

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), all’articolo 11 del suo Codice di autoregolamentazione indirizzato ai “bambini e adolescenti”, si chiude in questo modo: «L’impiego di bambini e adolescenti nella comunicazione deve evitare ogni abuso dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani. Sono vietate rappresentazioni di comportamenti o di atteggiamenti improntati alla sessualizzazione dei bambini, o dei soggetti che appaiano tali».

Adescamento online

Sempre i dati della Polizia Postale ci confermano un significativo nesso tra sfruttamento della prostituzione minorile e adescamento, soprattutto online: gli organi di Polizia hanno realizzato solo nel 2016, l’arresto di 5 persone e la denuncia in stato di libertà di altre 17. A questo si aggiungono 19 denunce ricevute da minorenni che sono rimasti vittime di ‘adescamento on-line’ su chat o social network (Report Attività Polizia Postale e Telecomunicazioni, 2016). Rispetto all’Adescamento online, sempre la Polizia Postale ci conferma difatti come il fenomeno sia presente e in crescita: le indagini relative al child grooming online hanno portato nel corso del 2017 all’arresto di 3 persone e alla denuncia di 136 indagati (Report Attività Polizia di Stato, 2017). Quasi 1 adolescente su 3 dà il numero di cellulare a persone conosciute online (Save the Children, 2011), dato confermato altresì dai riscontri O.N.A.P. nell’ambito del monitoraggio effettuato tra il 2016 ed il 2018 su un target di età compreso tra i 11 ed i 19 anni di studenti è emerso chiaramente come il 35% degli intervistati abbia chattato raramente con sconosciuti, mentre il 18% lo faccia più volte (in Giovani e Web 2.0: indagine qualitativa, Profiling–I profili dell’abuso, @buse, Anno 9, 4, 2018). Considerevole pertanto il rischio, per questi utenti, di poter incorrere non tanto e solo in furto di dati, personali o sensibili, quanto soprattutto nell’adescamento o nella rete della pedofilia.

Istigazione e aiuto all’autolesionismo e al suicidio

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2014) il suicidio rappresenta la terza causa di morte – dopo incidenti stradali e Aids – trai giovani, in particolare tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni. In crescita gli episodi di istigazione all’autolesionismo e al suicidio, strutturati anche in modalità di sfida o di gioco. In particolare, dal 2017, il Centro Nazionale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha avviato un’attività di monitoraggio della rete finalizzata a contrastare il fenomeno noto come “Blue Whale”, attività rivolta a individuare le vittime e i “curatori” e che ha fatto registrare circa 700 segnalazioni, delle quali 270 confluite in comunicazioni di notizie di reato alle Procure (Report Attività Polizia di Stato, 2017). L’istigazione al suicidio è molto diffusa online, ed in progressiva sia espansione che evoluzione: tanti i luoghi del cyber spazio (siti, blog, etc.) che giustificano il suicidio e scoraggiano l’uso di risorse supportive per chi soffre di problematiche psicopatologiche (ad es. proibendo l’ingresso nei forum di discussione a chi, ad esempio, cerca di fornire un aiuto o dare dei consigli utili per allontanare l’idea suicidaria). Secondo Generazioniconnese, progetto del MIUR, solo tra aprile e dicembre 2015 l’8% dei casi accolti dal Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, riguarda segnalazioni per siti che incitano alla violenza contro se stessi. Il 25% dei 600 ragazzi intervistati da Telefono Azzurro e Doxakids (febbraio 2016) dichiara che uno dei rischi maggiori che si possono incontrare navigando online sia la possibilità di visitare siti che esaltano il suicidio (dato che aumenta al 28% per i giovani 14-15enni).

Nei siti e/o blog, ma sempre più spesso anche live chat come WhatsApp e Instagram, circolano informazioni che inneggiano non solo al suicidio o all’autolesionismo, ma anche all’anoressia e alla bulimia comportamenti alimentari che, secondo i dati Sdo (Scheda di Dimissione Ospedaliera), nel 2018 hanno determinato in Italia 3.370 decessi, dato in crescita rispetto agli anni precedenti. Già nel 2010 l’American Journal of Public Health, a in seguito di un’analisi sui web “pro” disturbi alimentari condotta dalla John Hopkins Bloomberg School of Public Health, affermava come il 91% dei siti pro ana e pro mia siano consultabili da chiunque, tra questi il 79% prevede programmi interattivi, l’84% offre contenuti pro anoressia, il 64% pro bulimia (Study Examines Pro-Anorexia and Pro-Bulimia Websites,). Online oggi si trovano oltre 300.000 siti pro-Ana e pro-Mia, che danno consigli pratici su come perdere peso ricorrendo a pratiche di restrizione alimentare prolungata e ossessiva (Premessa al Ddl Marzano, n.438/2017; Ricerca sui disturbi alimentari e internet, Dipartimento di neuroscienze dell’Università di Torino, in Eating and Weight Disorders, giugno 2006). «La caratteristica di questi siti o gruppi è quella di costituirsi come delle sette, sorta di movimenti underground dove si lancia un appello a dimagrire ad oltranza, come in una sorta di forma di protesta ed opposizione al mondo degli adulti», (Ministero della Salute, Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: raccomandazione per i familiari, Appendice, I pericoli del web, Roma, marzo 2018).

Diffusione di giochi con contenuti violenti e diseducativi

Da segnalare la graduale diffusione di giochi da tavolo ed online che, se pur formalmente indirizzati ad un pubblico adulto, potrebbero essere acquistati ed utilizzati anche da giovani e giovanissimi, rappresentando un potenziale rischio di esposizione a condotte lesive e/o autolesive in quanto attinenti, solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, a tematiche quali: il suicidio; l’abuso di alcool; l’istigazione e lo sfruttamento della prostituzione; lo stupro; pratiche magiche-occulte (es. Voodoo o Tavola Ouija).

Che quanto sopra esposto sia argomento di seria considerazione, è sottolineato anche da Agenzie non istituzionali, come per esempio IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che, dal marzo 2019, ha aggiornato il suo Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale (65ª edizione) con l’art. 12 bis-Sicurezza: «La comunicazione commerciale relativa a prodotti suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l’ambiente, specie quando detti pericoli non sono facilmente riconoscibili, deve indicarli con chiarezza. Comunque la comunicazione commerciale non deve contenere descrizioni o rappresentazioni tali da indurre i destinatari a trascurare le normali regole di prudenza o a diminuire il senso di vigilanza e di responsabilità verso i pericoli, tra cui immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute».

Commercio e distribuzione online di sostanze stupefacenti e Nuove Sostanze Psicoattive

Secondo la Relazione europea sulla droga 2018 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) l’Italia è il terzo paese dell’Unione Europea per uso di cannabis e il quarto per uso di cocaina. Infatti, la Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia presentata al Parlamento italiano il 18 settembre 2018 dichiara che circa 4 milioni di italiani hanno utilizzato almeno una sostanza stupefacente illegale e, di questi, mezzo milione ne fa un uso frequente. Le attività economiche connesse al mercato delle sostanze psicoattive illegali rappresentano circa il 75% di tutte le attività illegali e pesano per circa lo 0,9% sul PIL. Il consumo di tali sostanze è stimato valere 14,4 miliardi di euro, in aumento di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Le segnalazioni pervenute al Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) nel 2017 sono state 144, riguardanti un totale di 95 nuove sostanze psicoattive. Oltre il 60% delle sostanze intercettate appartiene alle tre categorie di cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici e oppioidi sintetici. Da evidenziare come le stime condotte nel 2017 confermano un sensibile cambiamento nella composizione dei modelli di consumo delle sostanze psicoattive, a favore di un aumento di quelli più pericolosi.

Il numero di nuove sostanze psicoattive (NSP) acquistabile in internet e le informazioni relative alla loro modalità di assunzione a scopi ricreazionali e spirituali, stanno aumentando costantemente. Nomi come “legal highs”, “herbal highs” e “etno-drugs”, inducono i consumatori a credere che questi prodotti siano sicuri e naturali, sottostimandone o volutamente trascurandone le loro potenzialità farmaco-tossicologiche.

Oltre alla comparsa di vere e proprie nuove molecole, si assiste al cosiddetto “drug design”, ossia la sostituzione di uno o più gruppi funzionali su strutture chimiche di molecole già presenti in commercio da tempo. Infatti, la ricerca farmacologica ha garantito un maggior numero di principi attivi disponibili, mentre la rete internet ha garantito la loro maggiore accessibilità e diffusione tra i potenziali consumatori (Relazione Annuale al Parlamento 2013).

Il risultato è che queste ultime, spesso non rientrano nella Tabella I del D.P.R. 309/90 sebbene gli ultimi aggiornamenti ministeriali abbiano incluso anche i “congeneri e derivati” delle sostanze già incluse. Inoltre, la reperibilità di tali sostanze avviene frequentemente tramite il mondo del web (attraverso l’e-commerce) o attraverso l’acquisto diretto da piccoli spacciatori che effettuano una preparazione “domestica” e artigianale, con tutti i rischi che ne derivano per la salute dei consumatori, sia per l’incertezza del dosaggio sia per la possibile presenza di residui di sintesi potenzialmente tossici (Smart Drugs, 2011).

All’interno di questo panorama così vario e complesso si inseriscono le “Smart Drugs” di origine vegetale, attualmente note come “Nuove Sostanze Psicoattive” (NSP).

Negli ultimi decenni, inoltre, si è assistito ad un notevole incremento di reati, e di alcuni in particolare, agevolati dall’utilizzo di sostanze psicoattive, tanto da denominare un genere criminoso specifico, le cosedette Drug-Facilitated Crimes, (DFCs; Shbair & Lhermitte, 2010; Shbair et al., 2010a e 2010b). I principali atti illeciti e criminali che vengono perpetrati con l’ausilio di sostanze farmacologicamente attive sono costituiti da furti, sequestri, aggressioni a scopo di violenza sessuale (Drug-Facilitated Sexual Assault; DFSA) sia di tipo occasionale che rituale (Ritual Abuse, RA; Marti, 2012; 2013), nonché raggiri, plagio e sottomissione della vittima alla volontà dell’abusante (Drug Submission) ed infine omicidi.

Il triste connubio: “uso di sostanze psicoattive e guerra”, non è di certo una novità, lo è diversamente l’utilizzo delle sostanze psicoattive in attentati terroristici, tanto è vero che ha dato origine al termine “Farmacoterrorismo”. Termine utilizzato per definire tutti quegli atti terroristici influenzati dall’uso di sostanze psicoattive, che inevitabilmente alterano, aumentano e precipitano la gravità di tali efferati attacchi (Khanra & Sen, 2016).

I dati (Global Drug Survey 2018), inoltre, confermano come anche i mercati della droga online siano in espansione in quanto emigrati dal Deep Web per rivolgersi su applicazioni social quali Telegram o Whatsapp.

In Europa è sempre più diffusa la poliassunzione (European Drug Report 2016), ovvero l’utilizzo sporadico o abituale di più sostanze stupefacenti insieme. Da uno studio di tre ricercatori dell’università di Oxford (Platform Criminalism The ‘Last-Mile’ Geography of the Darknet Market Supply Chain, Mar 2018), la compravendita di droghe online sarebbe per ora solo una piccola frazione del più grande traffico globale di droga; ma una frazione robusta e resiliente. Inoltre questi mercati sono un fenomeno peculiare e recente che non alimentano una domanda nuova, ma fanno leva su quella che c’è già, enorme.

Diffusione di gruppi pseudo-commerciali, associazioni pseudo-culturali/educative, e/o culti abusanti che utilizzano tecniche di manipolazione mentale.

Premesso che, l’ultimo rapporto del Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza – Direzione Generale Polizia di Prevenzione, nel monitoraggio dal titolo “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia”, risale al febbraio del 1998, e indica la presenza sul suolo nazionale di 76 nuovi movimenti religiosi per un totale di circa 78.500 affiliati e 61 nuovi movimenti magici per un totale di 4.600 affiliati; che secondo Poliziamoderna, periodico ufficiale della Polizia di Stato: «In Italia le sette sataniche, individuate, sono circa 8mila, con oltre 600mila adepti, cui si aggiungono migliaia di nuovi culti e forme di religiosità legate a figure carismatiche» (Poliziamoderna, giugno 2007); che il fenomeno di aggregazioni a struttura abusante coinvolge milioni di italiani, molti di questi sono minori, nati o cresciuti, all’interno dei gruppi di riferimento, o giovani “adescati” da adepti poco più grandi; che il contrasto di questo fenomeno è particolarmente difficile da realizzare da quando la Corte Costituzionale nel 1981 ha dichiarato l’incostituzionalità del reato di plagio che, seppure tra molti difetti, consentiva di perseguire chi utilizzava forme di manipolazione mentale psichica per raccogliere adepti nelle proprie file al fine di ottenere poi devozione nonché favori sessuali e materiali; che il riconoscimento e il contrasto di queste realtà abusanti (o settarie) è reso complicato dal vuoto normativo e che l’attuale art. 600 del Codice Penale di Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù non è sufficiente a garantire alle vittime il riconoscimento del danno subito; che il tema dei gruppi abusanti e la manipolazione mentale da essi esercitata, pone l’esigenza di una legge dello Stato in grado di garantire il diritto di autodeterminazione dei soggetti, l’esercizio dei diritti e le libertà personali fondamentali garantite dalla Nostra Costituzione.

Alla luce di tutto quanto sopra esposto

O.N.A.P. chiede alle Autorità competenti e alle Istituzioni preposte di impegnarsi a:

disporre un immediato monitoraggio dei fenomeni suddetti, potenziando le strutture già esistenti (istituzionali e del terzo settore) che già si occupano di tali fenomeni;
disporre misure legislative urgenti volte a colmare le lacune normative esistenti soprattutto in tema di manipolazione mentale e/o persuasione occulta, elemento presente in molte delle fattispecie suddette;
disporre delle misure legislative urgenti finalizzate ad inserire, come in altri paesi Europei, il meccanismo dell’age verification, un sistema obbligatorio di verifica dell’età online;
disporre misure legislative urgenti finalizzate all’eliminazione della distinzioni tra droghe leggere e droghe pesanti, e dichiararle tutte altamente nocive per la salute pubblica, in conformità con quanto espresso nella pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 30 maggio 2019; inoltre, considerato l’uso di droghe anche a scopo criminoso, si rende necessario applicare pene severe non solo per chi le spaccia, ma anche a chi le detiene;
disporre delle misure di concertazione con i maggiori Provider internazionali al fine di definire degli strumenti tecnici che prevedano tanto un controllo preventivo, tramite, ad esempio, l’identificazione di parole chiave, rispetto ai fenomeni dell’istigazione al suicidio e all’autolesionismo o pratiche ad esso prodromiche; quanto un blocco immediato di tali contenuti se il navigatore è un minore. Oltre da una identificazione dei fautori dei siti, nonché dei comportamenti lesivi;
disporre delle misure amministrative urgenti volte a rimuovere dal commercio, pubblicità che utilizzano minori in atteggiamenti adultizzati e sessualizzati, oltre che determinati giochi potenzialmente pericolosi per i minori, predisponendo, in accordo con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, un preventivo controllo e successiva approvazione (secondo la regola del silenzio assenso, termiti i tre mesi), dei materiali ludici interattivi ed educativo-didattici proposti o accessibili ai minori;

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, continuerà a monitorare e sensibilizzare sia le Istituzioni che i cittadini su tutte le forme di disagio, devianza, aggressività e abuso, a tutela della Persona e a salvaguardia del suo pieno sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale.

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, continuerà a promuovere una informazione/formazione volta a potenziare la competenza personale/sociale di concetti e strutture socio-antropologiche quali giustizia, diritti e doveri, idonei per una partecipazione attiva e costruttiva alla vita sociale e lavorativa, impegnandosi a realizzazione e rafforzare una Rete di sostegno e tutela per le vittime di abuso, in sinergia con le Forze dell’Ordine e l’Autorità Istituzionali, sia regionali che nazionali.

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici intende farsi “Strumento” utile al miglioramento della Società, a favore delle nuove generazioni.

Per questo motivo l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici auspica di trovare presso le Signorie Vostre la sensibilità dovuta per un’attiva collaborazione volta ad una tutela, anche legislativa, dei soggetti più deboli e indifesi: i nostri figli! A loro protezione.

**la tua firma**



La Vostra firma ci sosterrà e consentirà di sostenere questa battaglia a difesa di una società che guarda al futuro dei sui figli. Tutte le firme saranno consegnate da O.N.A.P. in un’unica soluzione all’attenzione del Presidente della Repubblica e contestualmente agli altri soggetti istituzionali sopra interpellati.
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Convegno dei Ragazzi – Bullo in Rete

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) ha organizzato, mercoledì 15 maggio, presso l’Auditorium Sauro dell’Istituto Comprensivo del Galluzzo – Firenze, il Convegno dei Ragazzi, evento restitutivo del progetto Bullo in Rete (a.s. 2018/2019).
L’evento, che rientra nel Piano di Azione per la Prevenzione del Bullismo e Cyberbullismo (Bando Le chiavi della città, aa.ss. 2017-2019), vedrà gli studenti delle classi aderenti al progetto presentare i propri Project Works sul tema del bullismo/cyberbullismo, esprimendo così le loro idee sulle motivazioni dell’agire violento di alcuni loro coetanei come anche le possibili azioni di prevenzione, nonché le auspicabili soluzioni.
Nella presentazione, dei Project Works, gli studenti saranno coadiuvati dalla Compagnia teatrale giovanile Dei Girafiabe e dagli operatori O.N.A.P. che li hanno seguiti nelle attività didattiche

Da scaricare

Convegno dei Ragazzi – Progetto Scuola

 

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) ha organizzato il Convegno dei Ragazzi, in collaborazione con l’Istituto Secondario Cicognini Rodari, Prato. Evento di restituzione del Progetto Scuola (a.s. 2018-2019), progetto di formazione-informazione per studenti, docenti e genitori, volto a promuovere non solo il senso di coesione sociale, ma anche il valore di cittadinanza attiva: un’educazione al senso di responsabilità e di autodeterminazione consapevole.
Gli alunni delle classi coinvolte presenteranno i loro Project Works sul tema del bullismo/cyberbullismo, esprimendo così le loro idee sulle motivazioni dell’agire violento di alcuni loro coetanei come anche le possibili azioni di prevenzione, nonché le auspicabili soluzioni.
Sarà presente, per un confronto, diretto con i ragazzi anche il Dr. Antonio Sangermano, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Firenze.

Da scaricare

Progetto Scuola – IIS Benvenuto Cellini

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in partnership con l’IIS Benvenuto Cellini, Firenze ha realizzato il Progetto Scuola.

Il progetto, attraverso attività didattiche e formative specifiche, è volto a far acquisire competenze chiave sotto forma di conoscenza, abilità e attitudini adeguate finalizzate alla coesione sociale e alla cittadinanza attiva: un’ educazione dei giovani al senso di responsabilità e autodeterminazione consapevole.

In altre parole, un potenziamento delle competenze sociali e civiche, ovvero un apprendimento di codici di comportamento intese come forme di comportamento personali, interpersonali che consentono di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa. Una conoscenza morale volta al senso profondo di concetti e strutture socio-antropologici quali: giustizia, diritti/doveri, indispensabili per la comprensione delle regole, del senso del limite e del rispetto dell’Altro.

Da scaricare

Bullo in Rete

Giunto al terzo anno di attivazione e tra vincitori de Le chiavi della città del Comune di Firenze aa.ss. 2017-2019, Bullo in Rete è una progettualità che, attraverso un’azione formativa/preventiva, si pone l’obiettivo sia di contrastare il fenomeno del Bullismo e Cyberbullismo, sia di contribuire allo “sviluppo della cultura della responsabilità e della giustizia nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile”.
Un “progetto sociale” rivolto sia ai giovani tecno-agers (nativi digitali) degli Istituti scolastici del territorio fiorentino sia ai docenti e genitori degli stessi.

Per info sul Progetto e/o contatti:

ONAP: info@onap-italia.org; cell. +39-345.59.45.221
QUARTIERE 1: quartiere1@comune.fi.it
COMUNE DI FIRENZE: info.lechiavidellacitta@comune.firenze.it

Da scaricare

Giovani, Media e Ruolo dell’Adulto

Il Corso di Aggiornamento Professionale Giovani, Media e Ruolo dell’Adulto (a.s. 2018-2019) risponde dell’Avviso Pubblico di selezione volto all’individuazione di formatori qualificati a svolgere azioni di approfondimento professionalizzante, al personale docente, siano questi Dirigenti o docenti, delle scuole aderenti all’area Territoriale n. 21, nell’ambito: “Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale.”

Il Corso, giunto alla sua seconda edizione, verte sul tema del bullismo/cyberbullismo. Un aggiornamento volto a potenziarne gli strumenti professionali/ educativi sul tema dell’aggressività minorile e le dinamiche di gruppo ad essa spesso collegate.

L’obbiettivo è quello di favorire e potenziare lo “sviluppo della cultura alla legalità nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile”, in linea con le “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo/cyberbullismo” (DDL. S. 1261-B), nonché con la recente Legge 29 maggio 2017, n. 71, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” e di cui la formazione ad hoc dei docenti è uno degli step principali per attuare una ricaduta positiva sugli alunni e sulla rete sociale di riferimento.

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Giovani e Web 2.0

Le relazioni interpersonali hanno subìto  e stanno subendo costanti mutamenti: le trasformazioni storico-politiche ed economiche, insieme alla rivoluzione tecnologica, hanno profondamente modificato il nostro modus relationandi. Il mondo virtuale è inevitabilmente, con i suoi pro ed i suoi contro, parte integrante della società odierna; humus privilegiato ove nascono, si sviluppano e muoiono la maggior parte delle nostre relazioni e azioni.
Sempre più significativo capire se e quanto influisca il Web sul nostro quotidiano modo di pensare, di essere e di agire, soprattutto rispetto alle nuove generazioni.

In quest’ambito l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici ha svolto una ricerca che ha come focus la relazione tra Giovani e Web: modelli comportamentali acquisiti ed agìti, livello di conoscenze e competenze sul funzionamento del web, le fenomenologie del Bullismo e Cyberbullismo.

La ricerca nasce da due progetti realizzati nelle province di Firenze e Pistoia, nel corso di due anni scolastici (2016-2018): Progetto Scuola e Bullo in Rete, attività di formazione in tema di devianza e disagio giovanile.

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Progetto Scuola – IC San Casciano

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in partnership con l’Istituto Comprensivo Il Principe di San Casciano ha realizzato il Progetto Scuola.
Il progetto, attraverso attività didattiche e formative specifiche, è volto a far acquisire competenze chiave sotto forma di conoscenza, abilità e attitudini adeguate finalizzate alla coesione sociale e alla cittadinanza attiva: un’ educazione dei giovani al senso di responsabilità e autodeterminazione consapevole.

In altre parole, un potenziamento delle competenze sociali e civiche, ovvero un apprendimento di codici di comportamento intese come forme di comportamento personali, interpersonali che consentono di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa. Una conoscenza morale volta al senso profondo di concetti e strutture socio-antropologici quali: giustizia, diritti/doveri, indispensabili per la comprensione delle regole, del senso del limite e del rispetto dell’Altro.

Il Progetto prevede anche una formazione ad doc per docenti e genitori, all’interno della quale sarà possibile la condivisione di esperienze, emozioni ed idee.

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Progetto Scuola – Cicognini Rodari

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in partnership con l’ ISISS Cicognini-Rodari e il Liceo delle Scienze Umane G.Rodari di Prato ha realizzato il Progetto Scuola.
Il progetto, attraverso attività didattiche e formative specifiche, è volto a far acquisire competenze chiave sotto forma di conoscenza, abilità e attitudini adeguate finalizzate alla coesione sociale e alla cittadinanza attiva: un’ educazione dei giovani al senso di responsabilità e autodeterminazione consapevole. 

In altre parole, un potenziamento delle competenze sociali e civiche, ovvero un apprendimento di codici di comportamento intese come forme di comportamento personali, interpersonali che consentono di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa. Una Conoscenza Morale volta al senso profondo di concetti e strutture socio-antropologici quali: giustizia, diritti/doveri, indispensabili per la comprensione delle regole, del senso del limite e del rispetto dell’Altro. 

Il Progetto prevede anche una formazione a doc per docenti e genitori, all’interno della quale sarà possibile la condivisione di esperienze, emozioni ed idee. 

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Bullismo e Cyberbullismo

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in collaborazione con il Comune di Firenze e l’Associazione Intergenerazionale Giardini di Borgo Allegri di Firenze, nell’ambito del Progetto Bullo in Rete a.s. 2018-2019, ha organizzato un ciclo di incontri rivolto a docenti e genitori sul tema “Bullismo e Cyberbullismo: le nuove forme del disagio sociale”.

Gli incontri che si svolgeranno fra novembre 2018 e gennaio 2019, presso l’Associazione Intergenerazionale Giardini di Borgo Allegri, Borgo Allegri, 18 -Firenze, metteranno in evidenza, oltre che il comportamento aggressivo del minore autore di bullismo/cyberbullismo, anche i profili di responsabilità sia minore che degli adulti di riferimento dello stesso; infatti, gli incontri, evidenzieranno la centralità del ruolo dell’Adulto e la sua funzione educativa. Un intero incontro, l’ultimo, sarà dedicato all’attività laboratoriale, con l’attuazione di Focus Group per l’approfondimento di casi reali.

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Counseling Point

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), ha realizzato il progetto Counseling Point accolto da POLIMODA-International Institute Fashion Design & Marketing.

I professional counselor impegnati nel progetto sono sia di lingua italiana che inglese e francese. 

Il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo consiste nel miglioramento della qualità della vita del cliente, sostenendo i sui punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.

Counseling Point è, quindi, un servizio di orientamento rivolto a tutti gli studenti Polimoda, con situazioni di difficoltà: rappresenta uno spazio neutro e riservato di ascolto e riflessione volto a rinforzare le capacità di scelta.

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La violenza sui minori: vittime e carnefici

La Famiglia si configura come fattore significativo del processo evolutivo di ogni bambino. Infatti, la famiglia può porsi come promotore e facilitatore di crescita psico-fisica equilibrata, oppure può divenire fonte di rischio e inibitore di sviluppo.

Così, nonostante che, nella sua rappresentazione ideale, resti il luogo del rifugio dove sentirsi sicuri, amati, protetti, ascoltati, nella realtà la famiglia oggi è sempre più in crisi e incapace di appagare i bisogni dei suoi componenti, innescando comportamenti disfunzionali, venendo meno alle aspettative fiduciarie.

La Camera Minorile di Grosseto, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati e la partecipazione di O.N.A.P., propone pertanto questo evento nel quale sarà affrontato il tema della violenza sui minori da più angolazioni tanto psicologiche, quanto giuridiche e tecnico-processuali.

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Soci@lmente

Il Progetto Soci@lmente si sviluppa all’interno del Comitato Scuola Sicura Insieme, coordinato dalla Prefettura di Firenze e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici e coadiuvato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità – Centro Giustizia Minorile per la Toscana ed Umbria e dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana.

Il Progetto, rivolto alle scuole della Regione Toscana, si pone l’obbiettivo sia di contrastare il bullismo e il cyberbullismo, sia di dare un contributo volto ad arginare il disagio giovanile, nell’ottica dello sviluppo di una cultura alla legalità. Una progettualità che intende fornire ai dirigenti scolastici, ai docenti e a tutto il personale ATA, una formazione che potenzi gli strumenti professionali/educativi di contrasto all’aggressività minorile e alle dinamiche di gruppo che spesso l’alimentano.

Il Progetto verrà presentato, attraverso una conferenza stampa, martedì 28 novembre, dalle ore 16.00 alle 17.00, presso la sede dell’Istituto “Virgilio” di Empoli, via Cavour 62 – Empoli. 

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Giovani, Media e Ruolo dell’Adulto

Il Corso di Aggiornamento Professionale Giovani, Media e Ruolo dell’Adulto (a.s. 2017-2018) risponde all’Avviso Pubblico di selezione volto all’individuazione, di Formatori qualificati a svolgere azioni di approfondimento professionalizzante, al personale docente, siano questi Dirigenti o docenti, delle scuole aderenti all’area Territoriale n. 21, nell’ambito: “Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale.”
Il Corso verte sul tema del bullismo/cyberbullismo: un aggiornamento volto a potenziarne gli strumenti professionali/ educativi sul tema dell’aggressività minorile e le dinamiche di gruppo ad essa spesso collegate. L’obbiettivo è quello di favorire e potenziare lo “sviluppo della cultura alla legalità nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile”, in linea con con le “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo/cyberbullismo” (DDL. S. 1261-B) nonché con la recente Legge 29 maggio 2017, n. 71, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” e di cui la formazione ad hoc dei docenti è uno degli step principali per attuare una ricaduta positiva sugli alunni e sulla rete sociale di riferimento.

La formazione prevede 6 moduli, di 3 ore ciascuno (suddivisi in una parte teorica e una pratico-laboratoriale), oltre a 7 ore di attività di studio personale e rielaborazione del materiale fornito, per un totale di 25 ore. La sede del corso è l’Istituto Alberghiero F. Martini di Montecatini.

Ogni modulo si realizzerà in orario pomeridiano (h 15:00/h 18:00) per classi di massimo 35 discenti.

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Bullo in Rete

Giunto al secondo anno di attivazione, Bullo in Rete è una progettualità che attraverso un’azione formativa/preventiva, si pone l’obiettivo sia di contrastare il fenomeno del Bullismo/Cyberbullismo, sia di contribuire allo “sviluppo della cultura della responsabilitá e della giustizia nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile”.
Progettualità che quest’anno è risultata tra i vincitori dell’Offerta Educativa e Formativa (AA.SS. 2017-2019) nell’ambio del bando de Le Chiavi della Città del Comune di Firenze.
Un “progetto sociale”, quindi, rivolto in particolare ai giovani tecno-agers (nativi digitali) degli Istituti Fiorentini come ai loro docenti e genitori.

Per info sul Progetto e/o contatti:

ONAP: info@onap-italia.org; cell. +39-345.59.45.221
QUARTIERE 1: quartiere1@comune.fi.it
COMUNE DI FIRENZE: info.lechiavidellacitta@comune.firenze.it

 

Bullismo/Cyberbullismo: le nuove forme del disagio giovanile

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in collaborazione con il Comune di Fucecchio e la Fondazione Marianelli Mario ha organizzato, sabato 14 ottobre presso l’Auditorium “La Tinaia”, Parco Corsini, Fucecchio, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, il Convegno sul tema Bullismo/Cyberbullismo: le nuove forma del disagio giovanile.

Il Convegno oltre ad essere l’evento inaugurale del nuovo Spazio Giovani realizzato dal Centro integrato InformaGiovani e Servizio Territoriale per l’Impiego, del Comune di Fucecchio, si pone quale tappa restitutiva di un progetto più ampio denominato Bulli di sapone. Progetto che ha previsto sia la formazione degli studenti di alcuni Istituti Superiori del territorio, sia quella di tutti i docenti e dirigenti scolastici di ogni ordine e grado del Comune di Fucecchio, quest’ultima a cura degli operatori O.N.A.P.

L’obiettivo della formazione non è solo quello di contrastare il fenomeno del Bullismo/Cyberbullismo, ma soprattutto quello di contribuire allo “sviluppo della cultura della responsabilitá e della giustizia nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile”. Disagio sempre più avvertito ed intergenerazionale.

Partecipano alla manifestazione esponenti del mondo Istituzionale, sia nazionale che locale. Infatti il Convegno vedrà tra, i molti illustri partecipanti, il vice-presidente del Senato, un rappresentante del Centro di Giustizia Minorile per la Toscana e Umbria e uno della Polizia di Stato.

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Bullo in Rete – Le Chiavi della Città

Il Progetto Bullo in Rete, progetto di prevenzione in tema di Bullismo/Cyberbullismo, realizzato dall’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in collaborazione con l’Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze e in partnership con il Centro Giustizia Minorile per la Toscana e l’Umbria (CGM), il Quartiere 1 del Comune di Firenze, affiancati dal Media Partner Radio Toscana, ha ottenuto un’importante riconoscimento dal Comune di Firenze. Infatti, è uno dei Progetti fiorentini  che ha vinto il bando Le Chiavi della Città.

La presentazione di Bullo in Rete, assieme ad altri progetti vincitori dell’Offerta Educativa e Formativa (AA.SS. 2017-2019), sarà ospitata lunedì 18 settembre 2017 alle ore 17:00, dal Comune di Firenze all’interno del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.

A partire dal mese di ottobre, tre le azioni progettuali:

  • l’attivazione di una formazione ad hoc rivolta agli Istituti scolastici del Quartiere 1, per un totale di 30 classi, 15 per le scuole primarie e 15 per le scuole secondarie di I grado. Le iscrizioni per gli Istituti Scolastici sono aperte sulla piattaforma online: http://www.chiavidellacitta.it/cerca-un-progetto/;
  • l’attivazione di uno sportello di ascolto gratuito per docenti, formatori e genitori aperto il martedì e il giovedì dalle ore 15:00 alle ore 18:00, presso la sede di O.N.A.P. in via San Gallo 105;
  • l’attivazione di una linea telefonica dedicata con il numero: 345 59 45 221, fruibile dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

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Fenomeni settari, strategie condizionanti, culti abusanti e tecniche di contrasto

Il Seminario “Fenomeni settari, strategie condizionanti, culti abusanti e tecniche di contrasto”, si inserisce all’interno del percorso del Master Universitario di II Livello in Psicopatologia Forense e Criminologia, dell’Università di Firenze.

L’evento si prefigge di approfondire i sottili e subdoli meccanismi di riforma del pensiero, del controllo delle emozioni e del comportamento che stanno alla base della prassi dei “culti abusanti”, che procedono annullando le conoscenze dell’adepto per ricostruirne altre, conformi all’ideologia del leader.

Infatti sono molteplici le tecniche di persuasione o condizionamento mentale che i leader di questi culti mettono in atto per mantenere il potere sui propri adepti.

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Violenza e abuso nel contesto familiare

La Famiglia si configura come fattore significativo del processo evolutivo di ogni bambino. Infatti, la famiglia può porsi come promotore e facilitatore di crescita psico-fisica equilibrata, oppure può divenire fonte di rischio e inibitore di sviluppo.

Così, nonostante che, nella sua rappresentazione ideale, resti il luogo del rifugio dove sentirsi sicuri, amati, protetti, ascoltati, nella realtà la famiglia oggi è sempre più in crisi e incapace di appagare i bisogni dei suoi componenti, innescando comportamenti disfunzionali, venendo meno alle aspettative fiduciarie.

L’incontro pertanto intende indagare le dinamiche del nucleo Famiglia, con un’attenta ricognizione su quelle disfunzionali, caratterizzate da un’elevata conflittualità e alienazione.

È all’interno di questo contesto che, spesso, troviamo minori coinvolti in triangolazioni che producono in loro sensi di colpa o di abbandono. Ambiente, quello abusante, caratterizzato da sentimenti di rabbia e di paura, dove apprensione, tristezza e dolore prevalgono sugli aspetti positivi della vita, determinando un male-di-essere generalizzato e “normalizzato” nei suoi componenti.

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Valori in Rete

Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, e il Consiglio Superiore della Magistratura al fine di sviluppare momenti di approfondimento e di confronto, creando sinergie e favorendo un’alleanza formativa tra la scuola, le istituzioni, la famiglia e le altre agenzie educative, hanno inteso sviluppare specifiche attività didattico – sportive al fine di diffondere tra i giovani studenti la cultura della cittadinanza attiva e consapevole, della giustizia, del rispetto delle regole, di se stessi e degli altri.

Il Convegno si inserisce all’interno di un Progetto didattico-sportivo, denominato “Valori in Rete – Campionati Studenteschi” inerente la disciplina del Calcio a 5, rivolto a tutti gli studenti, abili e diversamente abili, delle Scuole Secondarie di I e II grado di tutto il territorio nazionale per la categoria maschile e femminile.

Tra i relatori del Convegno Patrizia Santovecchi, Presidente O.N.A.P.

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La tutela dei soggetti deboli vittime di cyberbullismo

Il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Firenze ha organizzato la Giornata di Studi  in tema di “La tutela dei soggetti deboli vittime di cyberbullismo. Strumenti di prevenzione e di contrasto al fenomeno del cyberbullismo”.

Il convegno ha lo scopo di affrontare il fenomeno del Cyberbullismo mediante l’illustrazione del disegno di legge a tutela delle vittime minorenni.

L’evento sarà l’occasione per conoscere la natura e le modalità dei comportamenti di cyberbullismo attraverso la voce di primari esperti del settore.

L’incontro si svolgerà Martedì 29 maggio dalle h 14:30 in poi presso l’Auditorium dell’Ordine degli Avvocati A. Zoli – Tribunale di Firenze – Piano O – Firenze Viale Guidoni.

 

Giornata di Studio e Confronto sul Cyberbullismo

All’indomani dell’approvazione della Proposta di Legge n. 3139-B recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, l’Istituto Comprensivo Centro Storico Pestalozzi ha organizzato la “Giornata di Studio e Confronto sul Cyberbullismo”, rivolto a genitori, docenti, studenti.

L’obbiettivo dell’evento è di presentare il Progetto “Cl@ssi 2.0”; progettualità che vede il diretto coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Secondario di I grado Carducci.

Tra i relatori Giacomo Amalfitano, in rappresentanza del Corecom e Marialuce Benedetti, Segretario Generale di O.N.A.P.

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Giovani, media e ruolo dell’Adulto

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici in partnership con il Comune di Lamporecchio e l’Istituto Comprensivo F. Berni di Lamporecchio (PT), ha organizzato il seminario “Giovani, media e ruolo dell’Adulto”, rivolto a docenti e genitori.

Il Seminario si pone quale evento di restituzione del Progetto Scuola, attività di formazione realizzata da O.N.A.P. in collaborazione con l’Istituto Comprensivo F. Berni di Lamporecchio (PT): il progetto è stato rivolto tanto agli studenti della Primaria  e della Secondarie di I grado, quanto ai docenti e genitori degli studenti stessi.

Le tematiche affrontate con gli studenti hanno spaziato, per la Primaria, dalla pedagogia delle emozioni all’educazione all’affettività rispetto alla fenomenologia del web; per la Secondaria di I grado i temi trattati sono stati: le Buone prassi in tema di privacy, la web reputation, il trattamento dati personali (cd E-safety), il fenomeno del cyber-bullismo e alle nuove forme di dipendenza online.

 

 

Edu-bullying

Il Corso Interdisciplinare di Aggiornamento Professionale Edu-Bullying (Avviso Pubblico n.1/2016 del 6-12-2016 – CTS L. Einaudi, Pistoia), nasce con l’obbiettivo di formare i Dirigenti scolastici e Docenti sul tema del bullismo/cyberbullismo: un aggiornamento volto a potenziarne gli strumenti professionali/ educativi sul tema dell’aggressività minorile e le dinamiche di gruppo ad essa spesso collegate.

Un contributo sotteso a favorire e potenziare lo “sviluppo della cultura alla legalità nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile”, in linea con con le “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo/cyberbullismo” (DDL. S. 1261-B); di cui la formazione a doc dei docenti è uno degli step principali per attuare una ricaduta positiva sugli alunni e sulla rete sociale di riferimento.

La formazione in aula comprende 10 moduli, di 3 ore ciascuno (suddivise in una parte teorica e una pratico-laboratoriale), per un totale di 30 ore a Istituto Scolastico interessato. Le sedi del corso sono il CTS L. Einaudi di Pistoia e l’Istituto Alberghiero F. Martini di Montecatini.

Ogni modulo si realizzerà in orario pomeridiano (h 15:00/h 18:00) per classi di massimo 35 discenti.

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Imparo&Condivido

Il progetto si inserisce in una attività più ampia, elaborata dall’Istituto De Franceschi-Pacinotti, che ha aderito e vinto il Bando Ministeriale per la realizzazione di “Laboratori di cittadinanza democratica condivisa e partecipata: educazione al volontariato sociale e alla legalità corresponsabile” (Prot. N. 0003248 del 13/04/2016).

Infatti, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), riconosce che una Scuola capace di valorizzare le abilità dei propri studenti deve essere in grado di realizzare i presupposti affinché gli studenti possano acquisire la consapevolezza di essere titolari di diritti e doveri: una competenza etica-morale come parte fondante della propria identità personale.

Da qui la scelta di offrire uno spunto di riflessione, un diverso modo di vivere e di affrontare alcuni problemi che interessano principalmente i ragazzi. Infatti, terminato il percorso dell’istruzione secondaria di primo grado, essi entrano in un contesto istituzionale e psicologico che li fa sentire “più grandi” e capaci di scelte personali, ma maggiormente sottoposti a pressioni e persuasioni, spesso nocive.

Ma al di là del “dichiarato”, spesso l’agìto dei ragazzi segnala richieste significative di attenzione, di ascolto che risponda senza evasività alle domande profonde della persona.

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Bullo in Rete

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in collaborazione con il Quartiere 1, Città di Firenze e in partnership con il Ministero della Giustizia-Dipartimento Giustizia Minorile-Centro Giustizia Minorile per la Toscana e l’Umbria (C.G.M.) ed il Media partner Radio Toscana ha realizzato il Progetto triennale“Bullo in Rete”.

Il Progetto, che partirà nella settimana del Safe Internet Day internazionale, ha l’obiettivo sia di contrastare il fenomeno del Bullismo/Cyberbullismo, sia di contribuire allo “sviluppo della cultura della legalità, nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile”.

Si prevedono una formazione/Informazione per docenti e studenti delle Scuole del Quartiere 1 (Primarie, Secondarie di I e di II grado), la realizzazione di un format radiofonico, nonché l’ attivazione di uno Sportello di Ascolto presso la sede del Q1, Piazza Santa Croce, 1.

La conferenza stampa di presentazione avrà luogo il 2 Febbraio alle h 12:00 presso la Sala Macconi di Palazzo Vecchio.

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Il Fenomeno del Bullismo/Cyberbullismo

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in partnership con l’Istituto Comprensivo San Casciano Val di Pesa e con il Comune di San Casciano Val di Pesa, ha realizzato il “Progetto Scuola. Il fenomeno del Bullismo/Cyberbullismo”.

Il progetto è volto a far acquisire competenze interpersonali finalizzate alla “coesione sociale e alla cittadinanza attiva”, nonché un aggiornamento per docenti e genitori.

Il Progetto Scuola sarà presentato in occasione del Seminario aperto alla popolazione e che si svolgerà sabato 4 Febbraio 2017, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, presso l’Auditorium del Chianti Banca, piazza Arti e Mestieri, 1, San Casciano Val di Pesa.

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Cyber Bullismo 2.0: una sfida educativa

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in partnership con l’Istituto Scolastico Leonardo da Vinci di Pistoia, a conclusione del Progetto Scuola interventi su Bullismo e Cyber-bullismo, ha organizzato un Seminario di Studi rivolto a docenti e genitori sul tema “Cyber Bullismo 2.0: una sfida educativa”.

L’incontro si svolgerà Venerdì 20 Gennaio, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, presso la Scuola Primaria “G. Rodari”, via G. Rodari – Candeglia, Pistoia.

I temi trattati spazieranno dal cybercrimes al cyberbullismo, dal cyberstalking al grooming, fino al fenomeno sempre più diffuso del sexting.

Ingresso Libero.

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Sogno con Cena

Il Sogno creativo è un percorso di scoperta o riscoperta del Benessere, della Conoscenza e Consapevolezza tramite un’esperienza multisensoriale. Con il sogno guidato a tema si ottiene un’amplificazione delle sensazioni, emozioni, ricordi, ma anche della conoscenza e della condivisione.

L’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di acquisire maggiore consapevolezza del potere trasformativo della nostra mente attraverso il riconoscimento delle immagini (recuperate o trasformate), delle emozioni vissute; ma anche della possibilità di risoluzione di conflitti interiori e di disagio attraverso una creatività riscoperta e vicina.

Il sogno condiviso è un’esperienza di gruppo che rimette al centro il mistero, l’immaginazione, la fantasia, le varie e/o nuove soluzioni possibili. È un’esperienza di coscienza transpersonale, che rimanda all’origine dell’uomo (il cerchio attorno al fuoco con i racconti e gli ascolti in gruppo). Sostenuto dalla musica e da una storia che fa da cornice, si cerca di stimolare l’interscambio onirico nel qui ed ora. Sganciandosi da ogni tipo di interpretazione viene valorizzata la comunicazione e la libera espressione.

Alla fine di ogni Sogno guidato è allestita per gli astanti la cena collettiva, assieme ai conduttori.

La partecipazione è riservata ai soci O.N.A.P., i non soci possono scaricare il modulo di adesione associativa, assieme alla Scheda di Iscrizione al percorso “sognante”. L’adesione associativa permetterà di partecipare a tutti gli eventi che O.N.A.P. organizza durante il corso dell’anno.

Per Iscriversi e/o Associarsi usare i moduli in allegato. Il pagamento sarà effettuato ad iscrizioni terminate (solo nel caso si sia raggiunto il numero richiesto di iscrizioni ad incontro), tramite le informazioni che saranno inviate per mail agli iscritti.

Le Iscrizioni si chiudono il 6 gennaio 2017. Per maggiori informazioni sul percorso “Sogno con Cena” leggere il programma in allegato.

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Forum della Sostenibilità e Opportunità nel Settore della Salute

Si terrà a Firenze dal 23 al 24 settembre, presso la Stazione Leopolda, l’annuale “Forum della Sostenibilità e Opportunità nel Settore della Salute”. L’iniziativa si presenta come un’occasione per mettere a confronto, in un’ottica di condivisione di obiettivi e progetti di innovazione e sviluppo, Istituzioni, Sistema Sanitario Nazionale e Regionale, Imprese e altri Stakeholder.

La Stazione Leopolda vedrà, nei due giorni dell’evento, professionisti di diverse discipline medico-sanitarie e psico-socio-giuridiche impegnati ad approfondire ed aggiornare sul tema delle partnership pubblico-private volte all’innovazione del Sistema Sanitario, non solo saranno affrontati temi di forte interesse sociale quali, ad esempio, il Bullismo e il Cyberbullismo. 

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) interverrà sabato 24 settembre  sul tema “Bullismo e Cyberbullismo: una sfida educativa”, all’interno del Convegno “I Costi sociali del bullismo”.

Info e prenotazioni: http://forumdellaleopolda.it/i-costi-sociali-del-bullismo/

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Cyber Bullismo 2.0: Per non cadere nella Rete

“Venerdì 27 maggio presso l’Auditorium della scuola secondaria “Ferrucci” di Larciano (PT) si svolgerà lil Seminario Per non cadere nella rete: il fenomeno del Cyberbullismo, l’ultimo momento formativo ed informativo del progetto Cyberbullismo 2.0 realizzato da O.N.A.P. in collaborazione con il C.T.S.S. dell’Istituto L. Einaudi di Pistoia.

I giovani tecnoagers (nativi digitali), possono all’interno della Rete commettere non solo condotte antisociali, auto ed eterolesive, ma anche veri e propri reati: violazione diritto d’autore, violazione della privacy, diffamazione, produzione/autoproduzione e diffusione di materiale pedopornografico, etc. D’altro canto possono essere oggetto di fenomeni quali l’adescamento (pedofilia online), l’esposizione a filmati a sfondo sessuale; oppure di truffe online (phising), atti di cyberbullismo.

Ecco perché riteniamo che il vero e insostituibile filtro sia l’Educazione. Una Pedagogia che abbia come obbiettivo un processo educativo volto ad armonizzare l’individuo con il mondo al quale appartiene, indipendentemente dall’età o dal gruppo generazionale di appartenenza.

Partendo da queste premesse il Progetto ha inteso interrogarsi sul tema della prevenzione e fornire delle risposte di formazione adeguata, sia agli insegnanti e ai genitori, sia ai ragazzi coinvolti.
Su invito del CTSS L.Einaudi di Pistoia hanno potuto partecipare circa 16 istituti, primari, secondari di I e II grado per un totale di circa 1200 ragazzi coinvolti nella fascia di età compresa tra i 10 ed i 18 anni.”

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Genitori & Dintorni – Istruzioni per l’uso cercasi

A partire da aprile fino a maggio il Punto Lettura L. Gori è lieto di ospitare un ciclo di incontri rivolto tutto ai genitori ed organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) e Genitoriinmovimento, il Comitato dei Genitori del comprensorio scolastico Montagnola-Gramsci- Quartiere 4-Firenze.

Essere genitori oggi è difficile, risulta quasi un’impresa: ognuno di noi è autodidatta nel ruolo (arduo ma gratificante) del genitore, ma spesso ci troviamo arresi o preda di dubbi su questioni sempre nuove, sempre diverse. Dal bullismo al cyber bullismo, dai disturbi dell’alimentazione e dell’apprendimento (DSA/BES) alle nuove sfide educative che media e social network ci pongono ogni giorno.

Tutti noi vorremmo che i nostri figli crescessero sani, nell’amore, rispettosi, sicuri di sè, felici, ecc. ecc. ma nessuno ci ha mai detto cosa e come fare!!!!

Obbiettivo degli incontri non è fornire un‘decalogo del buon genitore’, bensì offrire delle occasioni di formazione e riflessione per mamme e babbi sempre in cerca, sempre di corsa..comunque sempre in cammino!

Il percorso si compone di 5 incontri, liberi e gratuiti, che si terranno al Punto Lettura L. Gori, ex Bibliotechina dell’Isolotto (via degli Abeti), dalle h 21 in poi a partire dall’8 Aprile: i temi trattati saranno Bullismo/Cyberbullismo; DSA/BES differenze e analogie; Genitorialità: ruolo del genitore e modelli identitari; Giovani e alimentazione; Come curare e curarsi con l’omeopatia.

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Navig@re InFormati. Bullismo/Cyberbullismo

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Vittime o carnefici? Come definire i giovani internauti alle prese con l’infinito cyberspazio e con i rischi e i pericoli che si insidiano tra le maglie del web? Per riflettere e confrontarsi su una questione delicata e di forte attualità, il 10 ottobre 2015, a Firenze si svolgerà il seminario: “Paideia – Navig@re InFormati. Bullismo/Cyberbullismo: una sfida educativa”, presso la Sala Brunelleschi del Palagio di Parte Guelfa, dalle ore 9:00 alle ore 13:30.

L’evento è organizzato dall’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in partnership con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) e il Centro per la Giustizia Minorile per la Toscana e l’Umbria (Ministero della Giustizia, Dipartimento per la GiustiziaMinorile).

Il seminario è parte del progetto di formazione per docenti “Paideia – Navig@re InFormati”, con l’obiettivo primario di fornire adeguati elementi di conoscenza agli insegnanti, delle scuole di ogni ordine e grado della regione Toscana e di informare le famiglie su come e con quali strumenti indirizzare i ragazzi, nell’affrontare i pericoli e i rischi che Internet può nascondere.

I giovani, ormai definiti tecnoagers (nativi digitali), possono essere vittime e carnefici nello stesso tempo, rispetto alla Rete: possono commettere reati (violazione diritto d’autore mediante scarico di musica/film protetti da copyright, violazione della privacy mediante la pubblicazione di video online, diffamazione, produzione e diffusione di materiale pedopornografico e così via); o possono essere oggetto di fenomeni quali l’adescamento (pedofilia online), l’esposizione a filmati a sfondo sessuale nei confronti di adulti e minori; oppure di truffe online (phishing), atti di cyberbullismo, da parte di amici in chat/blog. Episodi inquietanti sono all’ordine del giorno e della cronaca. I bambini più fragili possono essere presi di mira da compagni alla ricerca di un momento di notorietà e che inventano giochi destinati, talvolta, a trasformarsi in tragedie.

È vero che la maggior parte dei router domestici contiene una sezione personalizzabile dedicata al filtraggio dei contenuti in cui può essere inserita una lista di siti da bloccare, ma tale prassi non è così efficace in quanto facilmente aggirabile con le conoscenze informatiche che i ragazzi possono possedere. Il vero e insostituibile filtro è l’educazione. In questa prospettiva desideriamo delineare gli strumenti per la realizzazione di una nuova forma di Paideia, di un’educazione che sia prima di tutto conoscenza profonda, recupero di buone prassi e potenziamento delle figure docenti e genitoriali, al fine di incrementare un recupero della nostra più profonda umanità.

Paideia è perciò non tanto la pedagogia come mezzo per un traguardo formativo, quanto piuttosto il fine stesso dell’educazione, l’ideale di perfezione morale, culturale e di civiltà cui ognuno deve tendere. Il raggiungimento di questa nuova forma di consapevolezza che proponiamo con questo percorso formativo è frutto di un processo continuo che impegna tutte le generazioni. Un processo educativo volto ad armonizzare l’individuo con il mondo al quale appartiene, indipendentemente dall’età che ha o al gruppo generazionale di appartenenza.

Il progetto ha ottenuto il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ed il Patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana, dell’Università degli Studi di Firenze, del Polo Universitario di Prato.

Firenze, 6 ottobre 2015

IL DIRETTORE GENERALE F.F.

Claudio BACALONI

(Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi dell’art. 3, comma 2 del decreto legislativo n. 39/1993)

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Chiesta la “estinzione della persona giuridica” della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova italiana

L’O.N.A.P. – Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici – interviene.

Firenze, 10 marzo 2015

In data 25/07/2014 è stata avanzata dall’avv. Raffaella Mendicino, per conto del suo assistito, una richiesta di “estinzione della persona giuridica” ai sensi dell’art.6, D.P.R.10 febbraio 2000, n.361, relativamente all’Associazione Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, ente esponenziale in Italia della Confessione dei Testimoni di Geova all’indirizzo del Ministero dell’Interno – Direzione Centrale Affari Culti Acattolici, con la seguente motivazione: “l’Ente esponenziale Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova italiana è nella impossibilità di raggiungere lo scopo statutario”.

La richiesta di estinzione costituisce l’epilogo di una vicenda riguardante l’espulsione “confessionale” dai Testimoni di Geova della persona rappresentata dall’avv. Mendicino ad opera dell’Ente esponenziale – Associazione Congregazione Cristiana – senza uno specifico mandato confessionale e per questo motivo considerata illegittima.

La tesi sottostante la vicenda poggia appunto sulla distinzione tra le due entità, Confessione/Ente esponenziale e sul primato della prima (Confessione) rispetto alla seconda (Associazione Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Ente esponenziale confessionale).

Il testo della richiesta di estinzione trae spunto anche da approfondimenti di dichiarazioni tratte da un documento ufficiale; si tratta di una lettera, datata 24 novembre 1998, che a suo tempo il sig. Francesco Corsano, all’epoca membro apicale dell’Ente confessionale Congregazione Cristiana inviò all’allora presidente del Senato della Repubblica, On. Nicola Mancino.

La posizione della Direzione Centrale degli Affari dei Culti, interessata dalla richiesta anzidetta, risulta essere il considerare la vicenda come fatto interno, una questione personale tra il singolo aderente e la Associazione Congregazione Cristiana; circa gli elementi presentati a supporto della sostenuta “impossibilità di raggiungere lo scopo statutario”, riferito alla Congregazione medesima, nulla è dichiarato.

Interpellato, l’O.N.A.P. (Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici), considerati i profili pertinenti alla propria attività associativa di contrasto all’abuso psicologico, ha ritenuto di intervenire.

In data 20 gennaio 2015 l’O.N.A.P. ha inoltrato una richiesta ai sensi della L.241/1990 – “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” allo scopo di accedere al “documento finale (relazione, verbale, nota, citazione di sentenza o qualunque forma utilizzata) che contenga le motivazioni determinanti l’”avviso” della Direzione”.

Si intende con questa iniziativa comprendere quale logica presiede l’applicazione delle normative che regolano questa materia a garanzia dei singoli cittadini lì dove praticano la loro fede religiosa in forma aggregata.

In definitiva se vi è un’applicazione puntuale delle regole o il rischio di trovarsi in un territorio “franco”, alla mercé di potenziali pratiche abusanti, senza alcuna garanzia di efficace ed esaustivo controllo ai sensi di legge? E anche: come si concretizza una sintesi bilanciata tra i diritti del singolo (art. 2 della Costituzione), e quelli del gruppo (art. 19 della Costituzione), nell’attuazione dell’azione di vigilanza (r.d. n. 289/1930) affidata al Ministero dell’Interno?

È ciò che l’O.N.A.P. intende contribuire a mettere in luce con il suo intervento, o quanto meno porre il problema all’attenzione della pubblica opinione.


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Questionario Navigatore In-Consapevole

Attraverso il Progetto Scuola, l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, svolge da anni un’attività di formazione/informazione in ambito scolastico, contribuendo, in questo modo, allo “sviluppo della cultura della responsabilità e della legalità nel quadro delle azioni di prevenzione e di contrasto del disagio giovanile, previste dai programmi di educazione alla cittadinanza”. 

Il Progetto Scuola ha, quindi, l’obiettivo di formare, attraverso adeguati elementi di conoscenza, i dirigenti scolastici, il personale docente degli Istituti Scolastici di ogni ordine grado, gli studenti e le loro famiglie, su come e con quali strumenti indirizzare i ragazzi al rispetto reciproco e delle regole. In particolare sensibilizzare ed educare i ragazzi sulle drammatiche conseguenze del Bullismo. Anche quello agito via web.

In quest’ottica, il questionario il Navigatore In-Consapevole (completamente anonimo), che invitiamo a compilare, intende svolgere un’attività di monitoraggio che faccia da cartina di tornasole rispetto a come i giovani si muovono nel web. Inoltre, l’indagine sarà utile ai fini di un miglioramento continuo del servizio di studio, ricerca e formazione offerto da O.N.A.P.

I dati raccolti saranno poi rielaborati al fine di realizzare annualmente una Pubblicazione scientifica restitutiva.


A questo link si può procedere alla compilazione online del Questionario.

Grazie per la preziosa collaborazione.

Petizione a favore della trasparenza nel rapporto confessione-fedele-socio

Nel corso della nostra attività associativa quale Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), ci siamo occupati, approfondendolo, di un elemento nel rapporto tra confessioni o culti diversi dal cattolico, dotati di Ente esponenziale con personalità giuridica (dualità questa che sottolineiamo particolarmente con la presente petizione) e fedeli//soci, che intendiamo ora sottoporre all’attenzione delle istituzioni.

Si tratta dello sbilanciamento che una informazione parziale, frammentata o nulla, offerta dall’Ente confessionale su se stesso al singolo aderente, rispetto agli elementi tecnico-giuridici che lo costituiscono nell’ordinamento statale, determina nelle molteplici fasi della vita associativa e specialmente nei confronti dei diritti costituzionali convolti quale quello di esercitare la propria libertà religiosa, la quale “deve poter far valere erga omnes” (Corte Costituzionale n.122 del 1970).

Nasce da questa consapevolezza la petizione, ai sensi dell’Art. 50 della Costituzione Italiana e dell’Art. 44 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, a favore della trasparenza nel rapporto confessione-fedele/socio, inviata con firma autenticata, così come richiesto, al Presidente della Camera dei deputati On. Laura Boldrini.

Il fine dell’iniziativa è costituito dalla volontà di porre all’attenzione delle istituzioni e della pubblica opinione una classe sociale che ha come carattere fondamentale l’assoluta indeterminatezza. Si tratta di quel segmento umano configurato all’interno di termini quali confessione.

Esiste un problema di deficit definitorio, sul piano terminologico-giuridico, riferito a “confessione religiosa” così come posizionamenti attorno alla nozione di “setta” informati ad una sorta di politically correct, per cui a setta si preferisce il termine “nuovi movimenti religiosi”.

Quando, però, questi ultimi fanno la scelta di chiedere l’attribuzione e la conseguente acquisizione di personalità giuridica di diritto privato (e la conseguente capacità negoziale), quale confessione lo si fanno attraverso un Ente esponenziale, seguendo le norme e le procedure previste dal diritto comune, allora lo Stato e la società civile, giuridicamente, riconoscono che l’oggetto da analizzare, fa parte del loro mondo: comprendono con chi o cosa si ha a che fare individuano e sottopongono ad analisi doveri e diritti delle parti.

Qui si inserisce la ratio della petizione, in questo spazio, in questa apertura che l’ordinamento determina. Confidiamo che questa iniziativa e le richieste in essa contenute ed articolate indichino un percorso alternativo ai consueti in materia, per una trasparenza ed una efficace metodica a vantaggio di ogni soggetto coinvolto, nel rispetto dei principi costituzionali che regolano la nostra coesistenza quali singoli cittadini in una sempre più complessa struttura sociale.


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Ho appena firmato la petizione “Dr.ssa Laura Boldrini: Oggetto: petizione ai sensi dell’Art. 50 della Costituzione Italiana e dell’Art. 44 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, a favore della trasparenza nel rapporto confessione-fedele/socio.” su Change.org.
È importante. Puoi firmarla anche tu?

Qui c’è il link.

 

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Per non cadere nella rete

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in collaborazione con il Comune di San Casciano e l’Istituto Comprensivo San Casciano ha realizzato il Progetto “Per non cadere nella rete: il fenomeno del cyber-bullismo”.

Il progetto è volto a far acquisire competenze chiave sotto forma di conoscenza, abilità e attitudini adeguate finalizzate alla coesione sociale e alla cittadinanza attiva: una educazione dei giovani al senso di responsabilità e autodeterminazione consapevole, nonché un aggiornamento a doc per docenti e genitori.

Riassumibile in un potenziamento delle competenze sociali e civiche, ovvero un apprendimento di codici di comportamento intese come forme di comportamento personali, interpersonali e interculturali che consentono di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa.

Conoscenza di concetti e strutture socio-antropologici (giustizia, diritti e doveri) idonei per una partecipazione attiva e democratica; comprensione dell’importanza del senso del limite e il rispetto dell’Altro, attraverso la condivisione di esperienze, emozioni ed idee.

Una pedagogia che abbia come obbiettivo un processo educativo volto ad armonizzare l’individuo con il mondo al quale appartiene, indipendentemente dall’età o dal gruppo generazionale di appartenenza.

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Cyber Bullismo 2.0: una sfida educativa

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in partnership con il Centro Territoriale di Supporto di Pistoia ha organizzato due Giornate di Studi sul tema “Cyber Bullismo 2.0: una sfida educativa”. Gli incontri si svolgeranno, dalle ore 15:00 alle ore 18:00, rispettivamente: il giorno 3 marzo, presso l’UNISER – Polo Universitario di Pistoia e il giorno 10 marzo, presso la Sala Convegni dell’Istituto Alberghiero Martini a Montecatini. Ingresso Libero.

I media, fonti affascinanti e sempre disponibili, sono una tra le più potenti forze socializzanti, trasformano culture “stabilendo” immagini, valori, aspirazioni, concetti su chi siamo e su chi dovremmo essere.

Essi forniscono modelli simbolici per quasi tutte le forme di comportamento che sia possibile concepire. Le rappresentazioni dei media agevolano la costruzione di “significati” condivisi, indipendentemente dalla loro bontà o veracità. “Significati” che realizzano modelli di organizzazione sociale in forma di norme e ruoli.

I temi trattati spazieranno dal cybercrimes al cyberbullismo, dal cyberstalking al child grommino, fino al fenomeno sempre più diffuso del sexting. 

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Koinonia SaperEssere-SaperFare: Burn-out

L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, in partnership con Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia e il Ministero della Giustizia – Centro per la Giustizia Minorile per la Toscana e l’Umbria ha organizzato un corso formativo sul Burn-out.

Il corso fruibile tramite il progetto Koinonia. SaperEssere-SaperFare, di durata biennale (2016-2017), ha l’obiettivo di formare attraverso adeguati elementi di conoscenza gli operatori che intervengono sia nel settore socio-educativo-sanitario sia coloro che svolgano una professionalità nell’area della relazione d’aiuto in contesti caratterizzati da alto livello di Stress emotivo-relazionale, quale, tra gli altri, il contesto giudiziario, della Regione Toscana.

Le competenze che si intendono far acquisire sono: individuare gli ambiti dove si sviluppa e riproduce lo stress; identificare gli strumenti di prevenzione e gestione degli stati ansiogeni; acquisire adeguate competenze di comunicazione efficace.

Oltre agli approfondimenti teorici, verranno utilizzati strumenti di apprendimento esperienziale. Inoltre i partecipanti saranno invitati a portare esempi concreti tratti dalla propria esperienza ed a partecipare attivamente alle attività proposte in aula.

Il corso è stato accreditato dell’Azienda Sanitaria di Firenze (ASL) per 12 ECM e dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Toscana (OAS) per 12 CF.

Destinatari del corso sono: operatori socio-sanitari: medici, paramedici, personale infermieristico; Forze dell’Ordine; operatori penitenziari, psicologi, psicoterapeuti, insegnanti, educatori, mediatori, counselors, operatori di comunità etc., in quanto soggetti impegnati a stretto contatto con situazioni di relazione di aiuto sia in ambito sanitario, giudiziario o istituzionalizzato, scolastico etc.

Il Corso si aprirà attraverso un Seminario inaugurale, che si terrà il 2 Aprile (ore 10-13) presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Firenze-Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, via Laura, 48 – Firenze; sede del corso stesso.

Per iscriversi servirsi della Scheda di Iscrizione sottostante seguendo le indicazioni in essa riportate, ed inviarla entro e non oltre il 30 marzo 2016: via e-mail a info@onap-italia.org
 oppure al Fax 055.49.61.61

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Navig@re InFormati. Bullismo/Cyberbullismo: una sfida educativa

Navig@re_Informati_InternaL’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in partnership, con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca-Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e il Ministero della Giustizia, Dipartimento per la Giustizia Minorile-Centro per la Giustizia Minorile per la Toscana e l’Umbria, ha organizzato il Seminario: “Navig@re InFormati. Bullismo/Cyberbullismo: una sfida educativa”.

L’evento si svolgerà il 10 ottobre 2015, (dalle ore 9:00 alle ore 13:30), presso la Sala Brunelleschi del Palagio di Parte Guelfa.

Il Seminario si svolge all’interno del Progetto di Formazione “Paideia – Navig@re InFormati”, rivolto al personale docente di ogni ordine e grado della Regione Toscana.

Progetto che ha ottenuto il Patrocinio di: Comune di Firenze, Regione Toscana, Università degli Studi di Firenze, Polo Universitario di Prato. Con il contributo di: Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Considerato il particolare interesse che l’argomento trattato riveste per l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, i docenti interessati al Seminario, compatibilmente con le esigenze di servizio e di continuità dell’insegnamento, sono esonerati dall’obbligo di servizio per il periodo suddetto.

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Progetto ScuolaSbroc

ScuolaSbrocIl Progetto “No Bulls Be Friends” è nato da un’intesa tra il Dipartimento Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Unione delle Province d’Italia (UPI).

No Bulls Be Friends” è promosso dall’UPI e finanziato nell’ambito del Programma Azione ProvincEgiovani (APG) 2014, ed ha come obiettivo principale sensibilizzare, attraverso l’arte del teatro, le nuove generazioni sul fenomeno del bullismo al fine di promuovere una cultura del rispetto e dell’accettazione di sé e dell’altro.

Nell’ambito di tale iniziativa, la Provincia di Prato è promotrice e capofila, nonché co-finanziatore del Progetto “ScuolaSbroc”.

Il Progetto prevede sia percorsi educativi che laboratori teatrali con l’obiettivo di prevenire il bullismo e promuovere la cultura del rispetto.

I destinatari del progetto sono gli studenti delle scuole superiori. Agli studenti sono dedicate attività laboratoriali teatrali per stimolare la creatività, percorsi educativi su aspetti psicologici, relazionali, giuridici e sull’uso consapevole dei social network, proiezioni di film con dibattito per stimolare la consapevolezza e la riflessione.

Altre azioni informative aperte al pubblico saranno destinate ai giovani in generale, attraverso il coinvolgimento delle associazioni giovanili, e agli adulti, in particolare genitori e insegnanti. Sarà realizzato anche materiale informativo-educativo da diffondere sia all’interno delle scuole che tramite le associazioni giovanili e gli altri partner.

Il progetto si compone di un variegato ventaglio di attività tese ad affrontare il fenomeno del bullismo da diversi punti di vista (psicologico, relazionale, sociale) con focus e approfondimenti su aspetti specifici che contraddistinguono il mondo giovanile (sviluppo della creatività, uso dei social network e delle tecnologie digitali) e il contesto territoriale pratese (massiccia presenza di migranti, conflitto sociale).

Ampio è infatti il ventaglio dei partner del progetto: Asl 4, associazioni PPP/Spazio Compost, Cieli Aperti, Teatrificioesse, Il Pentolone, la cooperativa Alambicchi, le scuole Dagomari, Datini, Marconi, Copernico, il centro per la Giustizia Minorile per Toscana e Umbria e l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.).

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Navig@re inFormati – Progetto Paideia

Navig@re_Informati_InternaIl progetto ha l’obiettivo di formare, attraverso adeguati elementi di conoscenza, il personale docente degli Istituti Scolastici di ogni Ordine e Grado della Regione Toscana e informare famiglie, su come e con quali strumenti indirizzare i ragazzi, nell’affrontare i pericoli e i rischi che Internet può nascondere.

I tecnoagers (nativi digitali) possono essere vittime e carnefici nello stesso tempo.

Possono commettere reati (violazione diritto d’autore mediante scarico di musica/film protetti da copyright, violazione della privacy mediante la pubblicazione di video online, diffamazione, produzione e diffusione di materiale pedopornografico, etc); o possono essere oggetto di fenomeni quali l’adescamento (pedofilia online), l’esposizione a filmati a sfondo sessuale nei confronti di adulti e minori; oppure di truffe online (phising), atti di cyberbullismo da parte di amici in Chat/Blog.

Non è possibile ignorare simili reati, invocando la libertà di espressione o la semplice “ignoranza” intesa come non conoscenza di quanto accade quotidianamente sotto agli occhi di tutti.

È vero che la maggior parte dei router domestici contiene una sezione personalizzabile dedicata al filtraggio dei contenuti in cui può essere inserita una lista di siti da bloccare, ma tale prassi non è così efficace in quanto facilmente aggirabile con le conoscenze informatiche che i ragazzi possono possedere.

Il vero filtro è l’educazione. In questa prospettiva desideriamo delineare gli strumenti per la realizzazione di una nuova forma di Paideia, di un’Educazione che sia prima di tutto conoscenza profonda, recupero di buone prassi e potenziamento delle figure docenti e genitoriali, al fine di incrementare un recupero della nostra più profonda umanità.

Paideia è perciò non tanto la pedagogia come mezzo per un traguardo formativo, quanto piuttosto il fine stesso dell’educazione, l’ideale di perfezione morale, culturale e di civiltà cui ogni uomo deve tendere. Il raggiungimento di questa nuova forma di consapevolezza che proponiamo con questo percorso formativo è frutto di un processo continuo che impegna tutto l’uomo, tutte le generazioni. Un processo educativo volto ad armonizzare l’individuo con il mondo al quale appartiene, indipendentemente dall’età che ha o al gruppo generazionale di appartenenza.

Partner del Progetto

  • O.N.A.P. Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (Ente Promotore)
  • Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ‑ Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana
  • Ministero della Giustizia ‑ Dipartimento per la Giustizia Minorile Centro per la Giustizia Minorile per la Toscana e Umbria

Destinatari del corso

Docenti, dirigenti scolastici, delle Scuole di ogni ordine e grado della Regione Toscana, e genitori dello stesso Territorio.

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Progetto “Disagio e nuove dipendenze”

comune-prato-stemmaIl comune di Prato (Assessorato alla istruzione Pubblica), nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa, incarica l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici di svolgere attività educative, attraverso il Progetto “Disagio e nuove dipendenze”, nella scuole del suo Comune.

Tale programmazione, organizzazione e supporto di interventi, da fare nelle Scuole secondarie di I° grado, si svolgono sull’accoglimento, da parte della Comune di Prato, del Progetto presentato dall’O.N.A.P. considerato in “grado di soddisfare, proponendo interventi nelle classi, le richieste avanzate dalle scuole.

Il progetto intende dare una particolare attenzione ai fenomeni di devianza e di disagio riconducibili alle c.d. Nuove Dipendenze (New Addictions) che si riscontrano in fasce sempre più basse di età, comprendono tutte quelle nuove forme di dipendenza in cui non è implicato l’intervento di alcuna sostanza chimica.

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I pericoli del web: adolescenti e nuovi media

I pericoli del web adolescenti e nuovi mediaIl Primo Istituto Comprensivo Palazzolo sull’Oglio (BS), il Lions Club, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, hanno organizzato, per il giorno 15 febbraio una giornata di Formazione sul tema: “I pericoli del Web: adolescenti e nuovi media”. L’incontro, delle 14.00 alle 18.00, l’incontro, rivolto sia al personale docente che ai genitori, svolgerà presso la Biblioteca Comunale G. U. Lanfranchi, Lungo Oglio C. Battisti, 17 – Palazzolo sull’Oglio (BS).

Negli ultimi anni, le fonti e la distribuzione dell’informazione si sono sviluppate in maniera spettacolare. Sempre più i ragazzi arrivano a scuola portando l’impronta di un mondo, reale o fittizio ben oltre i confini della famiglia e della comunità. Il divertimento, le notizie e la pubblicità che propongono i media trasmettono messaggi che possono trovarsi in concorrenza o in contraddizione con quanto i ragazzi imparano a scuola. Inoltre, l’organizzazione di tutti i messaggi in brevi sequenze da parte dei media influisce sulla durata dell’attenzione degli alunni, e quindi sulle relazioni in seno alla classe.

Così, avendo perso in larga misura la preminenza che prima avevano nell’esperienza educativa, gli insegnanti e le scuole si trovano ad affrontare nuovi compiti: rendere la scuola più attraente per gli alunni e fornire loro implicitamente una “guida degli utenti” ai media. La scuola, per poter aggiungere al sistema formativo disciplinare l’idea di contribuire alla consapevolezza dei processi cognitivi, allo strutturarsi di relazioni complesse tra sistemi (familiare, scolastico, gruppo dei pari), deve attrezzarsi con interventi e iniziative che possano operare in senso formativo nei confronti dei docenti come stimolo per nuove attività e modalità operative verso i ragazzi.

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Identità allo specchio. Giovani, media e modelli identitari devianti

Identità allo specchioL’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in partnership con L’Istituto Comprensivo di Siziano, il Comune di Siziano e in collaborazione con l’Associazione Genitori di Siziano (AGE), ha organizzato per il giorno 31 gennaio, due incontri formativi dal tema: “Identità allo specchio. Giovani, media e modelli identitari devianti”. Il primo incontro, delle 14.30 è rivolto al corpo docente, il secondo, alle 18.00, vedrà la partecipazione dei genitori.

Il fascino del trasgressivo e la sottile suggestione del messaggio provocante, sessualizzato e adultizzante stanno dilagando così da determinare serie preoccupazioni in coloro che ancora credono in valori fino a ieri condivisi. Questa “nuova” tendenza sembra contribuire non poco alla creazione di ulteriori conflitti e stati di disagio in giovani e meno giovani che spesso sperimentano solitudini moderne nate anche dalla irrefrenabile tecnologia.

Nella storia dei mass media, ciascuno ha detto la sua: istituzioni civili e non. Eppure assistiamo ad un progressivo e ineluttabile sgretolamento etico/morale. Una valanga di messaggi senza regole che inonda tutti e che ha il sopravvento sulle nuove generazioni. Proprio all’interno di questo “ambiente multimediale”, i giovani di oggi acquisiscono la propria identità e definiscono il loro rapporto con la realtà, con l’altro, con se stessi.

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Corso di Formazione ed Aggiornamento Professionale “Profili Criminali: culti distruttivi, simbologia e rituali”

Profili CriminaliL’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) in partnership con la Polizia di Stato ha organizzato il Corso di Formazione ed Aggiornamento Professionale “Profili Criminali: culti distruttivi, simbologia e rituali”, rivolto alla formazione del corpo di polizia della Questura di Bologna.

Il corso si svolgerà il 3-4-5 dicembre 2013, dalle ore 8.30 alle 13.30, presso la Questura di Bologna “Sala Petri”, via Bovi Campeggi, 13/3.

Attraverso l’azione formativa professionale, il Corso ha l’obiettivo di fornire una preparazione interdisciplinare volta all’acquisizione di competenze e strategie di intervento utili alla comprensione della criminogenesi e criminodinamica dell’evento reato all’interno di strutture gruppali deviate.

Le attività di approfondimento sono, così, proiettate verso i problemi della sicurezza urbana, in un ottica di difesa sociale.

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Corso di Formazione ed Aggiornamento Professionale “Criminalità Organizzata”

Criminalità OrganizzataL’Università degli Studi della Repubblica di San Marino ‑ Dipartimento di Studi Giuridici ‑ Centro Universitario di Formazione sulla Sicurezza (CUFS), in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P) e la Polizia di Stato ha organizzato il Corso di Formazione ed Aggiornamento Professionale “Criminalità Organizzata”, rivolto alla formazione del corpo di polizia della Questura di Bologna.

Il corso si svolgerà il 7-8-9- maggio 2013, dalle ore 8.30 alle 13.30, presso la Questura di Bologna “Sala Petri”, via Bovi Campeggi, 13/3.

Attraverso l’azione formativa professionale, il Corso ha l’obiettivo di fornire una preparazione interdisciplinare volta all’acquisizione di competenze e strategie di intervento utili alla comprensione della criminogenesi e criminodinamica dell’evento reato. Le attività di approfondimento sono, così, proiettate verso i problemi della sicurezza urbana e delle nuove tecnologie di sorveglianza, in un ottica di difesa sociale.

 Al Corso sono riconosciuti 3 CFU ed è valido per l’aggiornamento professionale

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Progetto “Web in Cattedra”

Il Web torna in “Cattedra” in Toscana. Corsi di formazione rivolti ai docenti per aiutarli a proteggere gli studenti.

“Web in Cattedra” presenta la 2° edizione in Toscana. È proprio la Toscana che ha segnato l’inizio del Progetto “Web in Cattedra”, determinandone la nascita nel 2009, nella Provincia di Firenze.

Livorno, 20 marzo 2013 – Si è svolta questa mattina in Prefettura la conferenza stampa di presentazione del progetto Web in Cattedra, che prende avvio quest’oggi con l’obiettivo di informare e rendere consapevoli gli studenti sulle responsabilità e i rischi connessi all’utilizzo della Rete.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, presieduta dal Prefetto Tiziana Costantino, la prof.ssa Elisa Amato Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, la prof.ssa Carla Roncaglia Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Livorno, il sig. Ringo Anselmi Assessore alla Formazione Professionale della Provincia, il Col. Massimiliano Della Gala Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Ten. Col. Walter Mazzei Comandante del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, la dr.ssa Daniela Becherini Responsabile della Medicina dello Sport della ASL 6, il dr. Alfredo Pinto Dirigente del Compartimento Polizia Postale e Comunicazione della Toscana, il dr. Marco Cervellini del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – Polo Anticrimine di Roma e la dr.ssa Patrizia Santovecchi Presidente dellOsservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.).

Il progetto, elaborato nell’ambito del protocollo d’intesa sulla formazione in tema di legalità sottoscritto in Prefettura il 18 dicembre scorso, è coordinato dalla Prefettura e dall’Ufficio Scolastico Provinciale, con il supporto tecnico e la collaborazione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – Polo Anticrimine di Roma, di Microsoft Italia e dell’O.N.A.P.

È previsto lo svolgimento di un corso – composto di 3 moduli nelle sedi di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio – rivolto a due docenti di ogni scuola secondaria di I e II grado della provincia, ai quali verranno impartite le competenze necessarie per orientare gli studenti ad un uso sicuro e consapevole di Internet.

Al termine del corso di formazione teorico-pratico, che verrà curato da esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni, di Microsoft e dell’O.N.A.P., è previsto un incontro dei docenti con un Magistrato della Procura della Repubblica di Livorno e con un professore dell’Università di Pisa, per l’approfondimento di argomenti specifici.

 

Ciclo di incontri “Persuasioni Pericolose”

PersuazioniPericolose2013L’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.), in collaborazione con Eurobic Toscana Sud S.r.l, ha organizzato per il giorni 12 e 19 aprile, alle ore 21.00, presso la Misericordia di Poggibonsi le Giornate di Studio dal tema: “Persuasioni Pericolose”, con particolare attenzione verso quei messaggi fuorvianti che “persuadono” specialmente i più giovani a comportamenti devianti.

In un mondo sempre più frenetico, dove tutto corre veloce, le sollecitazioni che colpiscono la nostra mente sono spesso eccessive; così ci ritroviamo a compiere molte delle nostre azioni senza il tempo necessario per un’attenta e corretta valutazione critica. Questo rende tutti noi maggiormente vulnerabili, nei confronti di quei messaggi che tendono ad un qualche tipo di condizionamento.

Potenzialmente, tutti possiamo essere condizionati o condizionabili. È  indubbio che ognuno di noi è soggetto all’influenza di molti fattori: il luogo in cui nasciamo, la nostra famiglia di origine, le amicizie, la scuola, le esperienze di vita, senza sottovalutare i media e le varie mode e tendenze. Tutto contribuisce a plasmare la nostra identità, e fare di noi ciò che siamo quanto a modo di pensare e di agire.

Esiste però una tecnica ben più forte e subdola di condizionamento, messa in atto nel corso degli ultimi decenni, da culti che studiosi e osservatori non hanno esitato a definire abusanti”. Sono culti che aspirano al controllo completo della persona e delle sue risorse. Da questi potremo proteggerci solo conoscendone a fondo i procedimenti.

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